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24.02.2020

Rispondere solo ad annunci chiari e sicuri

Un uomo controlla gli annunci che offrono lavoro (Foto Archivio)
Un uomo controlla gli annunci che offrono lavoro (Foto Archivio)

Il mondo del lavoro è una giungla. E gli annunci professionali un sentiero lastricato di opportunità ma anche di insidie. Ecco perché, quando si è alla ricerca di un'occupazione e si trascorre buona parte della giornata tra centri per l'impiego, agenzie di collocamento, filiali interinali o portali e forum online, è importante imboccare la strada maestra, senza lasciarsi distrarre da scorciatoie allettanti, che il più delle volte si rivelano essere un vicolo cieco.

 

È fondamentale avere bene a mente il proprio identikit lavorativo: quali sono le proprie caratteristiche, soft e hard, quali le aspirazioni e i desideri, quali le esigenze personali (distanza casa-ufficio, figli, impegni inderogabili) e quali le potenzialità di sviluppo e di crescita professionale che ogni chance riserva.

 

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Una volta risposto alla domanda "Dove vado/Cosa voglio?" il passo successivo è la valutazione dell'offerta, a partire dal soggetto che immette sul mercato la proposta di collaborazione, che si tratti di un'assunzione a tempo indeterminato o di un contributo esterno in partita Iva. Qual è il titolo della posizione? Impiegata front office, addetto fast food, receptionist, operaio generico, ciò che conta è che nell'inserzione la figura ricercata sia specificata chiaramente. Diffidare di fronte ad avvisi generici del tipo "cercasi personale full time per società in forte espansione".

 

Da analizzare attentamente è poi il tipo di attività che il lavoratore dovrà svolgere: «Rifornimento dei prodotti a scaffale e banco frigo, cassa e registrazione della spesa e assistenza al cliente» è sufficientemente trasparente per il futuro dipendente di un supermercato.

In guardia, al contrario, da annunci che forniscono poche o nessuna spiegazione dell'impiego ma solo un sospetto invito a contattare la mail o i numeri allegati.

 

Gli annunci anonimi dovrebbero essere scartati all'istante: la legge proibisce la pubblicazione di proposte di lavoro in forma anonima. Solo le Agenzie per il lavoro possono "oscurare" il nominativo della ditta o del gruppo che rappresentano, dal momento che sono loro a fare da intermediario. Deve essere riconoscibile: in che anno si è costituita l'azienda? Quali sono i suoi prodotti o servizi? Quali i dati dell'ultimo bilancio? Quanti dipendenti occupa e come sono suddivisi?

Da appurare è poi la collocazione organizzativa: se l'azienda è di grandi dimensioni bisognerà studiare l'organigramma e la ramificazione di settori e uffici, se è piccola basterà scoprire a quale ruolo sono assegnati gli altri colleghi.

 

Dal punto di vista burocratico, la valutazione da parte del candidato (superato il colloquio) deve includere la conoscenza delle date di inizio e fine contratto, la sede del lavoro, il "job title", cioè la mansione e l'inquadramento contrattuale. Possono essere richiesti anche eventuali prontuari aziendali in cui sono specificate le informazioni su ferie, permessi, piani sanitari, malattie e note spese, i bonus e benefit (buoni pasto, cellulare, laptop o auto aziendale). E, ultimo ma non certo per importanza, l'ammontare dello stipendio.

Giulia Armeni
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