Vicenza

Raid al locale con sassi e spranghe: rapper finisce nei guai

Il rapper Touché in uno dei videoclip pubblicati su Youtube e, a destra, un frame del filmato che immortala la spedizione punitiva
Il rapper Touché in uno dei videoclip pubblicati su Youtube e, a destra, un frame del filmato che immortala la spedizione punitiva
Il rapper Touché in uno dei videoclip pubblicati su Youtube e, a destra, un frame del filmato che immortala la spedizione punitiva
Il rapper Touché in uno dei videoclip pubblicati su Youtube e, a destra, un frame del filmato che immortala la spedizione punitiva

Nel video di una sua canzone lui e il suo gruppo aggrediscono il buttafuori che li aveva respinti all’ingresso, minacciano il titolare e riescono a entrare nel locale, dove poi cantano e ballano attorniati da un nugolo di ragazze. In questo caso, però, è andata in modo diverso. Ne sa qualcosa Amine Amagour, in arte Touché, rapper 18enne di Padova, che è stato denunciato dai carabinieri per aver infranto una vetrata del Custom club di via Zamenhof dal quale era stato cacciato. Assieme a Touché, noto non solo nel mondo della musica ma anche alle forze dell’ordine, sono stati denunciati anche quattro suoi amici, tutti residenti nel Padovano e con alle spalle qualche guaio con la legge (sono state fornite solo le loro iniziali): C.O., 20 anni; A.M., di 23; B.H.A.H., di 19; e B.S., pure lui 19enne. 

La testimonianza L’episodio è avvenuto sabato scorso, ma la notizia è stata diffusa solo ieri. «Avevamo allontanato quel gruppetto perché uno di loro aveva avuto una discussione con un altro ragazzo - racconta Andrea Gerard, uno dei gestori del Custom -. Hanno aspettato la chiusura e, attorno alle 4.30, sono tornati». Touché e la sua comitiva si sarebbero dunque voluti vendicare di essere stati allontanati e avrebbero colpito il locale con pietre e spranghe. «Hanno rotto una delle vetrate e sono scappati dopo aver visto che c’erano dei dipendenti che stavano facendo le pulizie», prosegue Gerard. 

L’intervento «Abbiamo chiamato subito i carabinieri, che sono stati velocissimi e li hanno presi appena sono ritornati per la seconda volta - aggiunge il gestore del locale di via Zamenhof -. Non so quali intenzioni avesse questa specie di baby gang. Io ero lì, li ho riconosciuti e sono andato subito a sporgere una denuncia. Mi hanno causato un danno di circa 3-4 mila euro». A bloccare il rapper e i suoi amici sono stati i militari del radiomobile, accorsi assieme ai colleghi della Setaf. A quel punto i giovani sono stati accompagnati negli uffici della caserma di via Muggia, dove sono stati identificati e denunciati con l’accusa di danneggiamento. A incastrare gli autori del raid ci sarebbe anche un filmato girato dalle telecamere del circuito di sorveglianza del Custom, già acquisito ed esaminato dai carabinieri. 

Il personaggio Non è la prima volta che Touché (che si fa chiamare anche Baby Touché) fa parlare di sé per questioni extra-musicali. Il rapper da milioni di clic su Youtube sarebbe uno dei principali protagonisti dei cosiddetti “dissing”, le invettive lanciate sui social che qualche volta sfociano in maxi risse tra giovani e giovanissimi. Per le forze dell’ordine, ci sarebbe stato anche lui tra i ragazzi che, a gennaio, si erano dati appuntamento a Milano per picchiarsi. Pochi giorni dopo, una scena analoga si era verificata anche davanti alla stazione di Padova. «Mai vietargli l’entrata. Questa è casa loro, mentalità mafia», recitano alcuni versi della canzone di Touché accompagnata dal video dove il rapper e la sua gang prendono possesso della discoteca dalla quale erano stati respinti. Al Custom le cose sono andate diversamente.  

Valentino Gonzato