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10.08.2018

Profughi e Sky
Un dossier
in questura

Il centro culturale San Paolo in via Carducci
Il centro culturale San Paolo in via Carducci

VICENZA. Di fronte al polverone sollevato dalla notizia della protesta di un gruppo di richiedenti asilo e di fronte alle accuse di aver pubblicato una fake news, vale la pena di ribadire che i fatti si sono svolti esattamente come riportati sin dal primo articolo pubblicato nell'edizione di giovedì 9 agosto: alcuni richiedenti asilo (circa una ventina) ospitati  al centro culturale San Paolo in via Carducci, gestito dalla cooperativa Cosep, si sono presentati in questura nella speranza di essere accontentati dopo essersi sentiti rispondere picche dai responsabili della struttura che li accoglie. Gli stranieri hanno inoltre detto di essere stanchi di mangiare sempre le stesse cose e hanno chiesto di avere l’aria condizionata e di ottenere la carta d’identità. 

 

La protesta è stata inscenata nel primo pomeriggio di lunedì, ma la notizia è trapelata solamente mercoledì. A presentarsi ai cancelli di viale Mazzini, attorno alle 14, è stato un gruppo formato soprattutto da stranieri di nazionalità nigeriana. I portavoce dei manifestanti sono stati ascoltati da un funzionario, dopodiché il gruppo è tornato al proprio alloggio. Dalla questura confermano questa ricostruzione. Si apprende inoltre che già la sera di venerdì 3 agosto la cooperativa aveva chiesto l'intervento della questura per tensioni al centro San Paolo. È stato quindi inviato personale in borghese per calmare gli animi, perché una parte dei migranti voleva occupare la strada. La situazione è stata monitorata e poi l'allarme è rientrato. Da quella data la questura è a conoscenza delle rivendicazioni di quel gruppo di migranti, comprese le richieste a proposito di un collegamento a Sky. I vertici della cooperativa nei giorni scorsi hanno inviato a prefettura e questura una relazione dettagliata sulle criticità all'interno della struttura.
 

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