Vicenza

Presidio fisso
al pronto soccorso
Paga l'Ulss

Il dg Pavesi: «La sicurezza è scaricata sulle nostre spalle»
La guardia giurata Sergio Di Pierro nella sala di accettazione del pronto soccorso vicentino. COLORFOTO
La guardia giurata Sergio Di Pierro nella sala di accettazione del pronto soccorso vicentino. COLORFOTO
La guardia giurata Sergio Di Pierro nella sala di accettazione del pronto soccorso vicentino. COLORFOTO
La guardia giurata Sergio Di Pierro nella sala di accettazione del pronto soccorso vicentino. COLORFOTO

VICENZA. L’Ulss corre ai ripari contro l’aumento di aggressioni ai danni del personale del pronto soccorso. Dal 1° gennaio ci sarà un presidio fisso, con una guardia giurata presente quotidianamente per circa 15 ore all’interno del reparto (e non itinerante come avviene attualmente). Intanto per i primi quattro mesi dell’anno, poi si vedrà. Una decisione presa dall’azienda in seguito alle segnalazioni di pazienti e utenti aggressivi, in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Non senza polemiche.

«L’ordine pubblico all’interno dell’ospedale è sempre più scaricato all’interno dell’azienda sanitaria», osserva il direttore generale dell’Ulss 8 Berica Giovanni Pavesi. Che non risparmia un richiamo al comportamento di polizia e carabinieri: «Molto spesso, volontariamente o perché trasferiti dalle forze dell’ordine, arrivano al pronto soccorso cittadini che non necessitano in realtà di cure mediche».Il messaggio è chiaro: il San Bortolo non è una camera di sicurezza.

Soddisfatto il sindacato Nursind: «Era una decisione molto attesa» commenta il segretario provinciale Andrea Gregori. 

 

Paolo Mutterle