Vicenza

Troppi decibel ai campi da padel. Battaglia tra residenti e gestore

Il Comune ha ordinato la riduzione delle emissioni acustiche moleste e la società Whad ha realizzato una tendostruttura, la cui efficacia dovrà essere verificata anche da Arpav

I colpi di racchetta, i rimbalzi delle palline sul cristallo, le urla dei giocatori. Normali ingredienti per chi pratica il padel, elementi di disturbo per chi, invece, lamenta il rumore generato dalle partite. È il caso di un gruppo di residenti di viale Astichello che nei mesi scorsi ha firmato un esposto al Comune e ad Arpav, puntando il dito contro le emissioni acustiche provenienti dai campi da padel al civico 163/A della stessa via. Là dove lo scorso giugno Whad srl, società sportiva dilettantistica, ha convertito uno dei campi da calcetto in tre aree adibite a quello che è ormai stato eletto il gioco di tendenza del momento. L’entusiasmo per la nuova apertura, però, è stato subito smorzato dalle polemiche che hanno aperto la strada a un contenzioso tra le parti non ancora risolto, tra richieste, ordinanze, sanzioni, misure di mitigazione, come la copertura realizzata lo scorso mese per attutire il rumore. 

I vicini si lamentano dei rumori durante le partite

Ma procediamo con ordine. Dopo l’inaugurazione del nuovo impianto sportivo, che sorge in un’area di proprietà della Pia Società San Gaetano, la convivenza con i residenti dei condomini affacciati alla struttura si è subito rivelata difficile a causa del rumore della nuova attività, tale da recare disturbo sia di giorno, sia nelle ore notturne (l’impianto infatti è aperto fino alle 23.30 circa). Da qui l’allarme lanciato dai vicini, cui sono seguite le rilevazioni di Arpav che hanno riscontrato un effettivo superamento dei limiti per le emissioni acustiche, in particolare nelle ore notturne.

Il Comune ha emesso un'ordinanza

Il Comune ha quindi disposto un’ordinanza firmata dal settore Ambiente e dallo Sportello unico delle attività produttive “ai fini del rispetto del limite di rumore differenziale di cui al dpcm del 14 novembre 1997 sui valori limite delle sorgenti sonore”, con la quale il 13 ottobre è stato imposto al gestore di eliminare i rumori e di ridurre l’attività, inibendo l’uso di tutti i campi nelle ore serali e limitando a un impianto l’attività nelle diurne. Con il provvedimento, poi, è anche scattata una sanzione fissata in 2 mila euro per ogni giorno di mancato adeguamento alle prescrizioni. Tutti passaggi che hanno condotto ai capitoli più recenti della vicenda. In risposta all’ordinanza, infatti, il gestore ha presentato al Suap una richiesta di permesso di costruire per la realizzazione di una tendostruttura temporanea, a copertura dell’area. Un manufatto che si è fatto notare in quartiere e non è stato accolto con favore dai residenti per il suo impatto visivo, anche se dal punto di vista delle dimensioni e delle distanze minime dai fabbricati sarebbe in regola.

Ci sarà il contraddittorio tra Arpav, Comune e residenti

E ora? L’iter prevede un contraddittorio che si svolgerà tra Arpav, i tenici del Comune, i residenti e i professionisti delegati dalla società che gestisce gli impianti. L’obiettivo sarà capire se la copertura ha risolto o no il problema delle emissioni acustiche moleste. Se si accerterà che l’intervento ha permesso di contenere i decibel, si avvierà il processo per rendere la misura di mitigazione definitiva e stabile. L’ultima parola spetterà al Consiglio comunale.
Non è la prima volta che il Suap si occupa di padel. Negli ultimi due anni si è registrato un boom di richieste per la realizzazione di nuovi campi da gioco. Che spesso, prendono il posto di aree già adibite al tennis, ma anche al calcetto.

Le strutture da realizzare sarebbero perlopiù al chiuso: a fronte di una spesa che si aggira sui 40-70 mila euro a impianto, infatti, l'indoor è più gettonato per la possibilità di rientrare più facilmente dall'investimento, grazie all'utilizzo del campo anche in inverno. Si tratta di strutture che non di rado si devono confrontare con le prescrizioni della Soprintendenza. Ma anche con le esigenze dei residenti.

Laura Pilastro