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28.07.2020

Ordigni bellici
inesplosi: appello
dei carabinieri

Quanto accaduto nei giorni scorsi a Thiene, dove un uomo è stato arrestato per la detenzione di materiale bellico risalente al secondo conflitto mondiale, è solo l'ultimo in ordine di tempo di una serie di fatti analoghi riscontrati in provincia di Vicenza negli ultimi anni. Fatti che impongono i carabinieri a richiamare l'attenzione sull’estrema pericolosità di simili comportamenti.

 

Gli ordigni inesplosi di vario genere – proietti di artiglieria, mortaio, bombe a mano – che spesso vengono rinvenuti in montagna o nei boschi della provincia costituiscono, infatti, elemento di estremo pericolo, poiché il mancato “funzionamento” all’atto del loro utilizzo originario non li rende affatto inerti. Al contrario, la loro instabilità li rende molto pericolosi e non è affatto secondaria l’ipotesi che, dopo anni di “inerzia” possano esplodere alla minima sollecitazione.

 

Di qui l'appello dell'Arma: «Laddove si rinvenga un oggetto, un residuato bellico, che possa avere le sembianze di un ordigno o venga riconosciuto come tale, non deve essere toccato in alcun modo, nemmeno con l’utilizzo di altri strumenti come ad esempio un bastone. Men che meno quindi si dovrà cercare di recuperarlo, rimuovendolo dalla collocazione originaria e trasportandolo con propri mezzi. L’invito è invece quello di informare tempestivamente dell’avvenuto rinvenimento il 112, ovvero la Stazione Carabinieri o altro presidio di Polizia più vicino, avendo cura di individuare con precisione il punto in cui è stato rinvenuto il possibile ordigno, affinché si possa procedere successivamente, a cura del personale specializzato, alla sua rimozione in totale sicurezza. È appena il caso di sottolineare l’estrema pericolosità della condotta di coloro che invece si appropriano di simili oggetti, portandoli con sé e tenendoli poi magari in casa o in garage, mettendo così a repentaglio l’incolumità propria e di chi gli è vicino. Al riguardo, è utile rammentare che la detenzione di armi da guerra o parti di esse, tra cui il relativo munizionamento, costituisce violazione penale, punita con la reclusione».   

 

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