Vicenza

Offerte di lavoro per i “No pass”. Sui social spuntano gli annunci

La polizia indaga sulle chat di Telegram usate per le offerte di lavoro per i “No green pass”.
La polizia indaga sulle chat di Telegram usate per le offerte di lavoro per i “No green pass”.
La polizia indaga sulle chat di Telegram usate per le offerte di lavoro per i “No green pass”.
La polizia indaga sulle chat di Telegram usate per le offerte di lavoro per i “No green pass”.

C’è chi si è laureato da poco e cerca lavoro come insegnante a domicilio o baby sitter. Chi ha alle spalle una carriera ventennale come impiegata, ma da quando non può più presentarsi in ufficio è disposta a fare pure la collaboratrice domestica. Chi, ancora, è un affermato perito rimasto senza occupazione e sarebbe pronto ad accettare qualsiasi incarico pur di continuare a portare a casa uno stipendio. Telegram non è più solo il canale dove il popolo “No green pass” organizza manifestazioni o mette alla gogna politici e giornalisti. Ora il sistema di messaggistica istantanea è diventato anche una sorta di agenzia di collocamento per chi cerca lavoro. L’unico requisito richiesto è quello di non essere in possesso della certificazione verde. Un fenomeno sul quale sta indagando la polizia postale, che ipotizza il reato di istigazione a delinquere e che potrebbe portare alla chiusura di questi canali, alcuni dei quali sarebbero già stati bloccati.

 

La chat più frequentata fino a qualche giorno fa si chiamava “Liberi di lavorare”. Contava circa 18 mila iscritti in tutta Italia, ma nelle ultime ore parrebbe essere sparita. Le ricerche su Telegram non portano ad alcun risultato. Canali simili stanno però spuntando come funghi e sono molti i vicentini “no pass” che si candidano. Uno di questi si chiama “Cerco offro lavoro per persone non inoculate e pentiti inoculate (l’errore è dell’ideatore della chat, ndr) covid19”. Al canale «sono ammesse tutte le persone che non applicano la discriminazione verso le persone che hanno deciso di non sottoporsi alla sperimentazione in corso, o che lungo il loro cammino hanno capito che non vogliono più sottostare ad essa», recita il messaggio iniziale.

 

Tra coloro che hanno lasciato un annuncio c’è anche Massimo: «Sono un perito elettromeccanico-elettronico e ho 26 anni di esperienza in manutenzione e programmazione di macchinari industriali, strumenti di controllo con ricerca e riparazione guasti - scrive -. Attualmente lavoro in controllo qualità in una multinazionale in provincia di Vicenza, ottimo uso pc e pacchetti office, contatto clienti-fornitori, gestione non conformità. Valuto lavori anche al di fuori del mio ambito professionale». Sara C., invece, è una neolaureata in ambito scientifico: «Cerco lavoro come babysitter, aiuto compiti e ripetizioni in zona Padova ovest-Vicenza est». Altro canale, altri messaggi. «Buongiorno, in vista della mia probabile sospensione cerco lavoro. Attualmente lavoro in una azienda in provincia di Vicenza come impiegata in un ufficio commerciale. Accetto qualsiasi cosa», fa sapere Cindi su “Lavoro no green pass”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Raffaella: «Sarò sospesa a breve... (25 anni passati nella grande distribuzione), mi va bene qualsiasi cosa. Grazie. Vicenza e provincia». E ancora: «Sono impiegata contabile amministrativa con oltre 20 anni di esperienza, prima presso studio commercialista poi aziende private in vari settori. Dal 15 (ottobre, ndr) sono a casa», scrive Romy che cerca lavoro nelle zone limitrofe a Bassano.

Infine, c’è chi cerca di aggirare i controlli offrendosi di lavorare anche dal computer di casa. È il caso di Francesca F.: «Cerco lavoro come impiegata o qualsiasi che implichi l’uso del computer anche in smart working, zona Alto Vicentino». 

 

Valentino Gonzato