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26.05.2019

Montascale rotto
Disabile non può
votare al seggio

Franca Borin non ha potuto votare al seggio della "Lioy".
Franca Borin non ha potuto votare al seggio della "Lioy".

VICENZA. Se il seggio elettorale diventa una barriera architettonica. È il caso di cui è stata suo malgrado protagonista la vicentina Franca Borin che stamattina si è presentata alla scuola elementare “Lioy”, nel quartiere Stanga di Vicenza, per votare. L'elettrice è stata costretta ad apporre il suo voto sulla scheda appoggiata sopra ad un bidone trasformato in "seggio volante". «Il montascale della scuola era fuori uso - ha spiegato Borin - In una giornata così importante dove l’Italia è chiamata a votare per stare nella stanza dei bottoni in Europa e garantire la legalità e i diritti di tutti, come è possibile che in casa nostra ci siano queste sviste? Personalmente ritengo il fatto grave».

 

«La scuola “Lioy” ha messo a disposizione a seggio elettorale una struttura non a norma, perché consapevolmente non ha esercitato tutto quanto in suo potere per sistemare il montascale. E il presidente di seggio, informato fin da subito del problema, non si è preso la responsabilità di interrompere l’attività elettorale o di fare in modo che la struttura fosse disponibile per dare la possibilità a tutti i cittadini di poter esercitare il diritto di voto» continua Borin.

 

«Ad onor del vero, il carabiniere e gli scrutatori del seggio si sono resi disponibili a portarmi a braccia al piano superiore, riferendomi che ero la quarta persona disabile che si presentava nel corso della mattinata, e così come per le altre persone loro si erano presi la responsabilità di trasportarle oltre i gradini della scala. Avrebbero, dunque, sollevato anche me. Ma mi sono rifiutata per molti motivi».

Per Franca Borin quanto accaduto oggi «è un fatto gravissimo: il Comune non ha verificato che le strutture scelte rispettassero i principi cardini della costituzione. Se è vero che la legge è uguale per tutti, allora come mai quando i cittadini sbagliano le istituzioni sono pronte e solerti a far rispettare (giustamente) la legge applicando misure e sanzioni. Ma nulla accade quando chi rappresenta la legge è il primo a non rispettarla?».
 

Alla fine, Borin ha votato sopra un bidone di carta delle immondizie, dopo che gli scrutatori avevano avviato le procedure per il cosidetto “seggio volante”.

 

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