Il messaggio

Mons. Brugnotto, il nuovo vescovo: «Cari vicentini, non chiamatemi eccellenza e statemi vicino»

L'arrivo a Vicenza di mons. Giuliano Brugnotto, il nuovo vescovo, è previsto entro la fine dell’anno e potrebbe anche essere contestuale alla consacrazione.
Mons. Giuliano Brugnotto, 58 anni, è il nuovo vescovo di Vicenza
Mons. Giuliano Brugnotto, 58 anni, è il nuovo vescovo di Vicenza
Mons. Giuliano Brugnotto, 58 anni, è il nuovo vescovo di Vicenza
Mons. Giuliano Brugnotto, 58 anni, è il nuovo vescovo di Vicenza

Monsignor Giuliano Brugnotto, 58 anni, attuale vicario generale della diocesi di Treviso, è il nuovo vescovo di Vicenza. L’annuncio è stato dato ieri, nella canonica ora di mezzogiorno, ma in un giorno della settimana inusuale; solitamente, infatti, comunicazioni di questo tipo vengono date il sabato, sempre in contemporanea tra la diocesi di provenienza, quella di arrivo e a Roma, al Dicastero per i vescovi.

L'annuncio del nuovo vescovo di Vicenza dopo le dimissioni di Pizziol

Ieri mattina invece la convocazione, nella chiesa del centro diocesano “Onisto” (l’ex seminario), per rappresentanti di sacerdoti, religiose e religiosi, fedeli laici, autorità civili, oltre per la stampa, per “un importante e lieto annuncio che riguarda la vita della diocesi berica”. Chiaro che si trattava della notizia attesa da mesi, dopo che il vescovo Beniamino Pizziol aveva rassegnato le dimissioni per aver raggiunto l’età canonica, i 75 anni. Il vicario generale mons. Lorenzo Zaupa ha dato lettura della lettera del 20 settembre scorso, firmata dal mons. Emil Paul Tscherrig, nunzio apostolico in Italia, e indirizzata appunto a mons. Pizziol: «Eccellenza, mi reco a premura di comunicarLe che il Santo Padre ha nominato vescovo di Vicenza il rev. mons. Giuliano Brugnotto, finora vicario generale della diocesi di Treviso».

Il ritratto del nuovo vescovo di Vicenza, mons. Giuliano Brugnotto

Se la tempistica ha sorpreso un po’ tutti, meno sorprendente è stato proprio il nome del nuovo vescovo. Quello di mons. Brugnotto circolava nella lista dei probabili, il Giornale di Vicenza l’aveva anticipato già nel giugno scorso, l’indomani delle dimissioni di mons. Pizziol, e di nuovo una decina di giorni fa, quando la rosa dei possibili successori si era ulteriormente ristretta.

Nato a Carbonera, provincia di Treviso, nel 1963, don Giuliano Brugnotto è stato ordinato sacerdote nel 1990 e nel 1996 ha conseguito il dottorato alla facoltà di diritto canonico della Pontificia università gregoriana. In diocesi ha ricoperto diversi incarichi; quale delegato vescovile per la formazione permanente del clero giovane, ha avviato la “Cappellania universitaria S. Bertilla”, insieme alla comunità delle Suore dorotee. Direttore dell’ufficio liturgico, cancelliere della curia, dal 2018 al 2021 è stato rettore del Seminario di Treviso e attualmente, come si diceva, rivestiva l’incarico di vicario generale. Docente alla facoltà di diritto canonico San Pio X di Venezia (di cui è stato anche preside) e alla facoltà teologica del Triveneto, è membro di redazione di varie riviste.

Il messaggio del nuovo vescovo di Vicenza

È agli «orizzonti universali della Chiesa» il primo riferimento che mons. Brugnotto fa nel suo messaggio di saluto alla diocesi di Vicenza, letto ieri subito dopo l’annuncio da mons. Flavio Marchesini, direttore dell’ufficio di coordinamento della pastorale.

Nato «in una famiglia rurale ma illuminata dalla gioia della fede cristiana», «incontrando confratelli di altre nazioni già dal secondo anno di ministero durante gli studi a Roma, e in seguito accompagnando i seminaristi nelle missioni “fidei donum” della diocesi di Treviso, è maturato in me il desiderio di dedicare la vita in quelle che un tempo venivano chiamate “terre di missione”. In quelle “terre” ho ricevuto molto. Entrando in relazione con tanti preti studenti stranieri nell’insegnamento a Venezia e nella pastorale della diocesi di Treviso ho sempre più avvertito gli orizzonti universali della Chiesa, l’entusiasmo evangelico delle giovani chiese dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia».

Attirato quindi dall’idea della missione, «mai avrei immaginato - continua il nuovo vescovo della diocesi berica - di essere chiamato a servire la Chiesa di Cristo che è in Vicenza come vescovo. È con non poca trepidazione che ho accolto questa richiesta di papa Francesco. La considero come un invito a “prendere il largo”, a lasciare legami e progetti per andare a testimoniare la risurrezione di Gesù Cristo vivendo la gioia del Vangelo, là dove Lui mi invia».

Il pensiero di mons. Brugnotto alla comunità vicentina

Il suo pensiero va quindi alle comunità parrocchiali e religiose, ai giovani e ai seminaristi, agli anziani, agli ammalati, ai missionari. Non mancano i legami con la terra vicentina. Mons. Brugnotto cita suor Maria Bertilla Boscardin, la santa brendolana di cui si ricorda quest’anno il centenario con numerose iniziative, nel Vicentino come a Treviso; e poi un altro santo, il vescovo Giovanni Antonio Farina, che guidò la diocesi di Treviso per dieci anni.

«Viviamo un tempo segnato da nubi oscure di guerra e da crisi alimentari, ecologiche, energetiche e pandemiche, gravido di nuove ristrettezze per tante famiglie e imprese - sono ancora le parole di mons. Brugnotto -. Il nostro Maestro ci ha insegnato che le ferite dell’uomo di ogni tempo trovano guarigione con la compassione e la solidarietà: si affrontano bene solo se affrontate insieme. L’invito di papa Francesco a riformare la Chiesa camminando insieme, guidati dalla Parola di Dio e dagli insegnamenti del Concilio vaticano II, ci apre alla speranza di essere una Chiesa dal volto materno a servizio del mondo».

L'arrivo di mons. Brugnotto a Vicenza prima di fine anno

La nomina del successore fa sì che la sede di Vicenza sia temporaneamente vacante, in attesa che ci sia l’insediamento ufficiale. Mons. Pizziol diventa amministratore apostolico, peraltro con gli stessi diritti, facoltà e doveri di un vescovo. L’arrivo di mons. Brugnotto a Vicenza avrà luogo prima della fine dell’anno: si dovrà peraltro decidere se ci saranno due cerimonie distinte, per la consacrazione a vescovo e per l’ingresso in diocesi, oppure se avverranno contestualmente, come ormai si usa fare. In questo caso, la cerimonia sarà ospitata nella cattedrale vicentina.

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Gianmaria Pitton