Vicenza

Monopattini “pericolosi”: controlli sulla regolarità

La regola è semplice: lungo le strade urbane o all’interno delle piste ciclabili che costeggiano le strade extra-urbane si può procedere al massimo ai 25 chilometri orari. Nelle aree pedonali, invece, si possono toccare i 6 chilometri orari. Numeri e limiti che molto spesso non vengono rispettati da chi viaggia in monopattino. Capita sempre più spesso, infatti, di vedere i mezzi della micromobilità elettrica sfrecciare a tutta velocità anche in corso Palladio e in piazza dei Signori. Capita, ma meno frequentemente, che ci siano anche incidenti (cinque dall’inizio dell’anno a Vicenza, come si vede a lato). E capita, dunque, che la polizia locale sia chiamata ad eseguire verifiche ad hoc su quei dispositivi per capire se tutto sia in regola o se qualcuno non abbia pensato bene di fare il furbetto togliendo il limitatore o addirittura “truccando” il mezzo. Un compito, quello del controllo, non proprio semplice; da qui la necessità per il comando di affidarsi a un soggetto esterno: sarà lui a dover «certificare la rispondenza dei dispositivi ai requisiti di legge».
L’ultimo episodio è avvenuto proprio nelle ultime ore, in viale Verona. Ad avere la peggio è stato lo stesso conducente del monopattino, ferito dopo la caduta. Non è ovviamente l’unico caso. Ed è proprio constatando «la possibilità che, a seguito della rilevazione di sinistri stradali o di controlli di polizia stradale svolti d’iniziativa, si verifichino circostanze per le quali vi sia l’urgenza e/o la necessità di procedere alla verifica e certificazione della rispondenza dei dispositivi ai requisiti previsti dalla vigente normativa», che il comando di stradella Soccorso Soccorsetto ha deciso di affidarsi a una ditta specializzata e reperibile (l’autofficina Diaz di Andrea Rech) per il controllo dei mezzi.
Già, perché non è una novità che più di qualcuno, in Italia, sia stato trovato alla guida di un monopattino che era stato truccato rispetto a quanto previsto dalla normativa. Alcuni mezzi addirittura riuscivano a raggiungere i 50 chilometri orari. Ad altri semplicemente era stata tolta la “protezione” che limita la velocità a quanto consentito dalla legge (25 orari). È evidente che in caso di incidente, ma non solo, diventa più che mai fondamentale capire se quel monopattino sia a tutti gli effetti a norma di legge. Ed è proprio per questo motivo che il Comune ha deciso di «individuare personale autorizzato alla revisione per certificare lo stato di un veicolo circa la sua rispondenza ai requisiti stabiliti dalla legge per la categoria di appartenenza, mediante visita e prova tecnica, tipo revisione; e, parimenti, di individuare personale tecnico professionale abilitato e riconosciuto per certificare il voltaggio e la tipologia di alimentazione elettrica di un veicolo». 
Una stretta, quella del Comune, che si rende necessaria per la presenza sempre più numerosa di monopattini elettrici privati. Secondo quanto ribadito dalla polizia locale «le certificazioni tecniche si rendono necessarie, ai fini probatori, sia in sede civile che penale a fronte di eventuali procedimenti giudiziari conseguenti a sinistri stradali» e costituiscono «presupposto necessario per il procedimento amministrativo sanzionatorio». 

 

Nicola Negrin

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