L'indagine

Maxi truffa nella compravendita di auto: arresti e sequestro milionario

Operazione di carabinieri e Finanza

Una maxi truffa delle auto: è quella emersa da un'indagine dei carabinieri e della Finanza. Tre le persone finite nei guai: Paolo Stevan (custodia cautelare in carcere), Jhonny Pizzolato  (arresti domiciliari) e Luigino Campagnolo (obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria). Non solo: sono stati sequestrati beni per quasi 2.340.000 euro.

L'indagine era scattata nel 2018, quando le forze dell'ordine avevano scoperto numerose truffe messe in atto dalla concessionaria Autokew di Montecchio Maggiore. I clienti, dopo aver visto le auto su internet ed aver effettuato dei giri di prova, avevano consegnato agli indagati in contanti, con assegni o con bonifici somme pari a 1.200.000 euro a titolo di caparra o di saldo. Il giorno concordato per il ritiro delle vetture avevano però scoperto che i gestori della concessionaria si erano dileguati e che non c’era più nessuna auto nella sede.

Era dunque emersa un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e le forze dell’ordine avevano individuato quale promotore capo Paolo Stevan. I successivi accertamenti hanno permesso di mettere in luce operazioni di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori perché le somme ricevute dei clienti erano finite in conti esteri. Ulteriori indagini hanno poi interessato altre società, sempre riconducibili a Paolo Steven anche se formalmente amministrate da prestanome, tra i quali Luigino Campagnolo. Le imprese, sempre nel campo della compravendita di auto di origine comunitaria, erano dedite all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, per evadere così l’Iva. Il meccanismo utilizzato è quello che viene definito del "falso consumatore finale", attraverso il quale veniva fatta figurare quale acquirente dei veicoli una persona che chiedeva l’immatricolazione del mezzo alla motorizzazione, consentendo al reale acquirente di aggirare gli obblighi di versamento dell’imposta. Sono state quindi contestate l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l’omesso versamento dell’Iva ed è stato disposto il sequestro preventivo.