Vicenza

Massacrò di botte il pensionato a Mercato Nuovo. L'aggressore a processo per un altro pestaggio

Il giovane qualche settimana prima del pestaggio al Mercato Nuovo aveva picchiato un tabaccaio che si era rifiutato di servirlo perché il negozio era chiuso.
Un frame del pestaggio dell’ingegner Cingano al Mercato nuovo (Foto Archivio)
Un frame del pestaggio dell’ingegner Cingano al Mercato nuovo (Foto Archivio)
Un frame del pestaggio dell’ingegner Cingano al Mercato nuovo (Foto Archivio)
Un frame del pestaggio dell’ingegner Cingano al Mercato nuovo (Foto Archivio)

Il 14 settembre di due anni fa Akos Alberto Fontanarosa, 25 anni, aveva pestato di botte Vittorio Cingano, ingegnere in pensione, intervenuto per difendere una ragazza che il 25enne stava aggredendo. Per quel pestaggio, avvenuto al Mercato Nuovo, Fontanarosa, accusato di lesioni gravi e pluriaggravate, era stato condannato a 30 mesi di reclusione; pena poi confermata in appello. 

Un'altra violenza per il 25enne che aggredì il pensionato

Ora però viene alla luce una nuova aggressione che sarebbe stata commessa sempre da Fontanarosa qualche settimana prima di quella al Mercato Nuovo. Vittima della violenza del 25enne il titolare della tabaccheria vicina al Teatro Olimpico riempito di botte a fine luglio 2020. 

Il giovane in carcere dopo il pestaggio a Mercato Nuovo

In quella circostanza il giovane, che attualmente si trova in carcere dove sta seguendo anche un percorso di riabilitazione, era entrato nel negozio (chiuso da qualche minuto per la pausa pranzo) chiedendo, pare, delle cartine per le sigarette. Ma al rifiuto di servirlo da parte del tabaccaio, Fontanarosa sarebbe andato su tutte le furie aggredendolo a pugni e calci e facendolo finire al pronto soccorso.

La denuncia del tabaccaio

Il commerciante, una volta dimesso dal San Bortolo, aveva deciso di sporgere denuncia. E adesso, a distanza di quasi due anni e mezzo dall’episodio, il giovane vicentino tornerà in aula. Il caso verrà discusso domani mattina nel corso dell’udienza che aprirà di fatto il dibattimento. 
La procura ha deciso di esercitare l’azione penale nei confronti del 25enne con la citazione diretta a giudizio; scelta che ha consentito di saltare il passaggio dell’udienza preliminare. Ad assistere il tabaccaio è l’avvocato Alberto Carioli. 

La prima aggressione vicino al Teatro Olimpico

Una vicenda, quella avvenuta nei pressi del Teatro Olimpico, che confermerebbe non solo la violenza, ma anche la pericolosità sociale del giovane vicentino che nei mesi scorsi, e nonostante quanto avvenuto successivamente, non avrebbe mai fatto pervenire alcuna scusa al tabaccaio rimasto piuttosto scosso per quanto subito. E qualche settimana dopo quell’aggressione arrivò il drammatico bis col pestaggio dell’ingegnere in pensione. La scena, avvenuta nel piazzale del parcheggio del Mercato Nuovo, venne vista e filmata da un residente che diede l’allarme al 113.

 

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La vittima di Mercato Nuovo aveva difeso una giovane

Gli agenti della sezione volanti della questura individuarono e catturarono Fontanarosa qualche minuto dopo. Il ragazzo, dal carcere, aveva giurato di non riconoscersi in quelle immagini. Vittorio Cingano, dopo un lungo ricovero, era stato dimesso dall’ospedale San Bortolo e poi anche premiato dal sindaco Francesco Rucco nel novembre dello scorso anno, nella giornata contro la violenza sulle donne; assistito dall’avvocato Giulio Manfredini, aveva però scelto di non costituirsi parte civile nel corso del dibattimento che aveva portato alla sentenza di condanna a due anni e mezzo di reclusione nei confronti del suo aggressore. 

Gli altri reati compiuti dal 25enne

Ma i guai giudiziari di Akos Alberto Fontanarosa, non sono comunque cominciati nell’estate di due anni fa. Il suo nome infatti compare tra i verbali del tribunale già nell’inverno di tre anni fa quando venne condannato a sei mesi di reclusione per avere appiccato un incendio all’interno della cella del carcere di San Pio X dove in quel momento si trovava recluso.

Nel giugno di due anni fa il 25enne era invece stato assolto dal giudice Matteo Mantovani (perché il fatto non sussiste) dall’accusa di inosservanza di un provvedimento dell’autorità, perché nel dicembre 2017 era stato sospettato di avere introdotto all’interno del carcere un telefonino con scheda Sim. E domani un nuovo processo per un’altra ipotesi di aggressione. 

 

Matteo Bernardini