Vicenza

Manager vicentino arrestato in Russia. Accusato di evasione fiscale milionaria

Una veduta del Cremlino (Foto Archivio)
Una veduta del Cremlino (Foto Archivio)
Una veduta del Cremlino (Foto Archivio)
Una veduta del Cremlino (Foto Archivio)

Sono stati catturati nei giorni scorsi, dopo che la polizia li ha sorpresi, all’alba, mentre dormivano. Il manager vicentino Luca Posenato, 51 anni, e la compagna, la cittadina russa Eva Kuglovarova, 40, sono stati arrestati per evasione fiscale dalla polizia di Mosca, in Russia. Il vicentino è stato accompagnato in carcere, lei è stata portata ai domiciliari in un altro appartamento (dove vive un parente). Avrebbero architettato, con la loro società di import export, una frode al fisco russo da milioni di euro. E, da quanto è emerso, finora si starebbero accusando reciprocamente. 
 

Il manager. La notizia della cattura è rimbalzata ieri in città, ma le manette risalirebbero alla scorsa settimana. Posenato, di origini veneziane, dopo aver lavorato per una multinazionale con sede a Padova, si era trasferito a Vicenza all’inizio degli anni 2000, quando si era sposato. Ha sempre lavorato nel settore commerciale con l’estero, con funzioni apicali; ha anche guidato una sede in Spagna di una ditta vicentina che produce arredi da giardino. Qualche anno fa la svolta: dopo aver intrapreso una nuova attività con la Russia, aveva conosciuto Eva, si era innamorato e aveva deciso di lasciare la famiglia vicentina per fidanzarsi con lei. Da qualche anno vive fra il Veneto e Mosca, dove la compagna è titolare di un’impresa di import export con l’Italia e altri Paesi del Mediterraneo. Sono molte le società che operano nel settore, che garantisce lauti profitti perché gli scambi sono molto favorevoli. 

La frode. Stando a quanto è stato possibile ricostruire, Posenato e la convivente russa avrebbero architettato una truffa all’erario russo consistente, sfruttando una serie di false fatturazioni per abbassare l’imponibile dell’impresa. Avrebbero cioè simulato vendite con importi di gran lunga inferiori al reale di merce russa ceduta all’estero; i diversi regimi fiscali avrebbero consentito loro non già di simulare costi più elevati del dovuto, quanto entrate meno cospicue, con una sistematica contraffazione dei documenti fiscali e doganali, in cui potrebbe esserci anche la complicità di qualche funzionario pubblico corrotto. Una circostanza che, però, ad ora non è trapelata e rimane solo un sospetto investigativo. Quello che è avanti quanto meno dal 2020, per cifre milionarie. 
 

Le posizioni. Se Kuglovarova è titolare della ditta, perché in carcere c’è Posenato, che sarebbe sulla carta suo dipendente? Per gli inquirenti sarebbe lui l’amministratore di fatto, stando anche alle dichiarazioni della compagna; per lui invece era lei che gestiva la ditta. Avranno modo di difendersi. 

 

Diego Neri