L'odissea di un vicentino

Mamma fugge con il figlioletto in Israele. Il papà non lo vede da quattro anni

L’aeroporto di Tel Aviv, dove la mamma è atterrata nel 2017
L’aeroporto di Tel Aviv, dove la mamma è atterrata nel 2017
L’aeroporto di Tel Aviv, dove la mamma è atterrata nel 2017
L’aeroporto di Tel Aviv, dove la mamma è atterrata nel 2017

«Non vedo mio figlio da quasi 4 anni. Sono andato anche a cercarlo, ma non sono riuscito ad avere alcun tipo di notizia». A parlare è Luigi, artigiano vicentino di 41 anni, che dall’ottobre 2017 lotta per riabbracciare il suo bambino, che la madre avrebbe portato con sé, con l’aiuto di sua sorella, in Israele. La storia del bimbo assomiglia un po’ a quella del piccolo Eitan di cui si discute in questi giorni, fortunatamente senza il dramma (la morte dei genitori e della sorella sul Mottarone) vissuto dal bimbo israeliano. Luigi potrà ora costituirsi parte civile nel processo chiesto dal pubblico ministero Pinna e che si aprirà nelle prossime settimane davanti al giudice Crea in tribunale. L’ex compagna dell’artigiano, E. S., 33 anni, cittadina israeliana (pubblichiamo le iniziali per non rendere riconoscibile il figlioletto, che oggi ha 7 anni), è accusata di sottrazione internazionale di minorenne. Secondo l’iniziale impostazione della procura, sua complice sarebbe stata la sorella L. S., 37 anni, la cui posizione però è stata stralciata.

 

LA FAMIGLIA. L’imputata si era trasferita in Italia per studiare a Firenze all’università. Aveva conosciuto Luigi; i due si erano innamorati e lei si era spostata dopo gli studi a Vicenza, dove nel 2014 era nato il bimbo. Il vicentino sapeva che il sogno della compagna era quello di tornare a vivere, questa volta con tutta la famiglia, nel suo Paese d’origine; ma per farlo avevano bisogno di mettere da parte risparmi. Lei, che si era data da fare con diversi lavoretti, dopo la nascita del piccolo era rimasta a casa. Nelle settimane precedenti la fuga, il compagno si era reso conto che lei non era la solita; ma, avendo un carattere molto lunatico, non vi aveva dato troppa importanza.

 

LA FUGA. I fatti contestati avvennero la metà di ottobre di quattro anni fa. E. S. disse al marito che la sorella, che all’epoca era a Firenze, si trovava a Verona ed era sua intenzione andarla a trovare con il bimbo, in treno. Lui andò al lavoro e durante il giorno cercò di contattarla, ma lei non rispose al telefonino. La sera, al rientro a casa, si accorse che mancavano le valigie, con abiti e giochi del figlio, e si allarmò. Contattò la “cognata”, che gli rispose che E. S. aveva il cellulare rotto e che lei e il bimbo erano già a letto. In realtà, come emerse successivamente, madre e figlio in quel momento erano già atterrati all’aeroporto di Tel Aviv. La sorella li avrebbe coperti, conscia del piano, acquistando i biglietti del treno e dell’aereo, e tenendo per un paio di giorni i contatti con Luigi. Il quale l’indomani si precipitò a Verona a cercarli, senza esito; poi a Firenze. Scoprì quindi che la compagna e suo figlio erano in Israele. Da quella volta è riuscito a sentirli in pochissime occasioni, attraverso i suoceri. 

 

DENUNCIA E RICERCHE. Il vicentino, che è assistito dall’avv. Capuzzo, sporse denuncia in questura per la sottrazione di minorenne. Furono avviate le indagini, che portarono a ricostruire la fuga; quindi E. S. fu localizzata in un paio di occasioni in Israele, poi sparì dai radar. La morte del padre dell’imputata tolse a Luigi l’unico punto di riferimento rimasto; le autorità israeliane, a suo dire, in questi anni avrebbero collaborato alle indagini sono formalmente, senza mai riuscire a dare la svolta. Una sentenza del tribunale civile impone alla madre di riportare il figlio in Italia, ma non è stata mai recepita dalle autorità di Tel Aviv; complice il Covid, poi, tutto si è bloccato e l’artigiano non ha più avuto notizie del bambino.

 

IL VIAGGIO. Nell’autunno del 2019, dopo aver preso alcuni contatti in loco, Luigi si è recato in Israele per cercare il bambino, che gli era stato segnalato come allievo di una scuola. Le ricerche però si sono rivelate infruttuose; E. S. avrebbe cambiato più volte abitazione, facendo di fatto perdere le sue tracce. Ora si aprirà il processo penale, con l’imputata, assistita dall’avv. Piovan, che dovrebbe presentarsi in aula per rispondere delle gravi accuse. Avrebbe sottratto il bimbo, come il piccolo Eitan, senza il consenso del famigliare. 

Diego Neri

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