Vicenza

Maltratta i due figlioletti. Mamma 34enne a giudizio

La vicentina ha tre figli, che hanno oggi 14, 9 e 7 anni (Foto Archivio)
La vicentina ha tre figli, che hanno oggi 14, 9 e 7 anni (Foto Archivio)
La vicentina ha tre figli, che hanno oggi 14, 9 e 7 anni (Foto Archivio)
La vicentina ha tre figli, che hanno oggi 14, 9 e 7 anni (Foto Archivio)

Avrebbe maltrattato i due figlioletti più piccoli, alzando le mani, minacciandoli, offendendoli e non prendendosi cura di loro. È la drammatica ipotesi della procura che, con il pubblico ministero Block, ha chiesto il rinvio a giudizio a carico di A. M., 34 anni, vicentina (pubblichiamo le iniziali per non rendere riconoscibili i figli minorenni), la quale dovrà presentarsi in udienza preliminare per rispondere di un’ipotesi di maltrattamenti verso i fanciulli. È assistita d’ufficio dall’avv. Losavio e avrà l’opportunità di difendersi in aula. 
 

L’imputata. La vicenda umana della mamma vicentina è segnata da un profondo disagio, di natura morale e materiale. Per anni ha tentato di uscire dal tunnel delle dipendenze, diventando mamma di tre bambini, che oggi hanno 14, 9 e 7 anni, da due padri diversi, con i quali però non avrebbe stretto una relazione stabile, tanto che non ci sono nella sua vita. E pertanto, aiutata dai genitori, da alcune associazioni di volontariato, dalla parrocchia e dai servizi sociali, ha cresciuto i figli da sola. Fondamentale negli ultimi anni è stata anche la collaborazione di una coppia di vicini, in pensione, che hanno fatto da nonni ai tre fratellini. 

Le accuse. Stando a quanto emerso al termine della delicata indagine della questura, che si era attivata dopo una segnalazione dei servizi sociali di un Comune contermine alla città, dove per un periodo la famiglia ha vissuto, e che a loro volta erano stati informati da alcuni vicini, i fatti contestati sarebbero avvenuti fra il 2018 e il 2020. All’epoca, A. M. era ritornata a fare uso sporadico di sostanze ma soprattutto di alcol; e, quando beveva, non solo non era in grado di occuparsi dei bambini, ma neanche di essere lucida con loro. E se il più grande si è sempre arrangiato, comportandosi come un adulto, i due più piccoli avevano bisogno della mamma la quale però in quel lasso di tempo non si sarebbe curata di loro, li avrebbe malmenati in caso di marachelle, minacciati di lasciarli in strada. E anche di non dire a nessuno di quello che avveniva fra le pareti domestiche, perché temeva che le venissero portati via. Gli accertamenti compiuti dagli inquirenti hanno portato a ritenere che A. M. abbia maltrattato solo i due più piccoli, stando anche a quanto i bambini (e il fratelli più grande) hanno riferito durante un’audizione protetta. 

I servizi sociali. Da quando la famiglia è stata presa in carico, l’affiancamento è stato costante tanto che, a parte alcuni periodi (in particolare ricoveri in ospedale o in strutture da parte dell’imputata), i figli sono sempre rimasti con lei, che è riuscita a gestirli amorevolmente grazie agli aiuti esterni, che non sono mancati e che continuano tuttora. I comportamenti del passato però per gli inquirenti sono un reato e meritano un processo, che dovrà essere celebrato e nel corso del quale A. M. potrà far valere le sue ragioni. Va detto che i tre ragazzini, molto uniti fra di loro, hanno sempre voluto restare con la madre, anche nei momenti più bui, alla quale sono molto affezionati nonostante le botte prese, i tanti pianti e le numerose difficoltà incontrate negli ultimi anni. 

 

Diego Neri