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La siccità a novembre: falda ancora in crisi, ora si teme la pioggia

Nelle prossime ore ondata di maltempo con precipitazioni abbondanti: le foglie cadute potrebbero ostruire le caditoie con rischio allagamenti
Riserve a secco: la falda continua a mostrare segni di difficoltà, con valori ancora vicini al fondo pozzo ARCHIVIO
Riserve a secco: la falda continua a mostrare segni di difficoltà, con valori ancora vicini al fondo pozzo ARCHIVIO
Riserve a secco: la falda continua a mostrare segni di difficoltà, con valori ancora vicini al fondo pozzo ARCHIVIO
Riserve a secco: la falda continua a mostrare segni di difficoltà, con valori ancora vicini al fondo pozzo ARCHIVIO

Pioggia, vento e neve in quota. “Tempo da lupi” quello in arrivo nelle prossime ore, in particolare domani. E se un’iniezione d’acqua in un periodo in cui la siccità morde ancora era auspicata da molti, il rischio è che vadano in crisi canali e rogge dato che quello in arrivo potrebbe essere il fenomeno più intenso di questo 2022. Non aiutano nemmeno le numerose foglie ancora debolmente attaccate alle piante, che potrebbero cadere sotto le gocce e il vento, andando a ostruire i tombini e vanificando ogni intervento preventivo di controllo e pulizia delle caditoie. 

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Arpav lo scrive in rosso

“Martedì 22 sono previste precipitazioni localmente consistenti con limite delle nevicate in abbassamento fino attorno ai mille metri su Prealpi e 700 metri sulle Dolomiti. Temporaneo rinforzo dei venti in quota e lungo la costa”. 
Un’ondata di maltempo destinata per ora a esaurirsi in fretta, dato che già mercoledì dovrebbe tornare il sereno, ma che potrebbe alleviare, un po’, le difficoltà legate alla siccità. La carenza d’acqua infatti permane e la falda soffre ancora, inchiodata com’è sotto i 53 metri sul livello del mare. Il pozzo di Dueville, secondo i dati Arpav, il primo ottobre segnava 52,750 metri, il primo novembre 52,292 e il 19 novembre (ultimo dato disponibile) 52,362; non lontano dunque dal fondo pozzo - limite di osservazione - che si trova a 52,2 metri. 

Da inizio novembre in città, nella stazione di Sant’Agostino, inoltre, sono caduti finora 65,2 millimetri di pioggia; nello stesso periodo 2021 se ne contavano 134,8. E guardando al 2022 tutti i mesi si sono chiusi al di sotto della media del periodo. In totale, dal primo gennaio al 18 novembre si sono contati 613 millimetri di pioggia per complessivi 65 giorni piovosi.

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Numeri da aggiornare

Numeri che andranno aggiornati dopo la perturbazione in arrivo. «Probabilmente la più corposa di tutto l’anno solare 2022, sia per intensità dei fenomeni, che per cumulate di pioggia, soprattutto per le zone pianeggianti - spiega Marco Rabito, meteorologo Ampro - dove si arriverà anche a 50-60 millimetri». I primi segnali potrebbero arrivare già stasera «quando probabilmente avremo le prime piogge deboli, che poi diventeranno più diffuse e intense nella notte e nella mattinata successiva», ossia domani mattina. Già stanotte potrebbe registrarsi anche «una quota neve di poco superiore ai mille metri». Praticamente con fiocchi anche poco sopra Asiago. «Ma attorno a quota mille sarà una neve pesante e bagnata», precisa Rabito. Domani mattina «avremo poi un aumento della temperatura quindi la quota neve tenderà ad alzarsi di qualche centinaio di metri, arrivando a 1.500-1.600 metri». In pianura intanto «continuerà a piovere in maniera abbondante, con previsioni di cumulate di 5-7 millimetri l’ora, valori importanti soprattutto se persistenti».

L'evoluzione del meteo

Dalla tarda mattinata di domani si farà sentire anche il vento e dal pomeriggio «entrerà la parte un po’ più fredda della perturbazione, quindi la quota neve potrebbe tornare ad abbassarsi, sempre con neve bagnata», perché il termometro non scenderà sotto lo zero. Attorno ai 1.600 metri però potrebbero arrivare anche 30-40 centimetri. Stime. «Previsioni più precise si avranno solo nelle prossime ore», sottolinea Rabito. Che arrivi la neve, oltre a essere positivo per la montagna, «è utile anche per la pianura, perché rappresenta un investimento nella “banca dell’acqua” per i mesi a venire e un aiuto alla falda, ancora in condizioni disastrose». Tra gli effetti possibili, il gonfiarsi di corsi d’acqua secondari e allagamenti nei campi. «Sarà anche necessario monitorare le caditoie a evento in corso». 

 

Alessia Zorzan