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22.01.2020 Tags: Vicenza , Arcugnano, Castegnero, Caldogno, Creazzo, Torri di Quartesolo , liquami , tombini , 8 denunciati

Liquami versati
nei tombini
Denunce e sequestri

Smaltivano i liquami dei pozzi neri, prelevati dalle aziende, e li versavano nei pozzetti o nei tombini della rete fognaria pubblica di vari Comuni della provincia di Vicenza, anziché smaltirli negli impianti di depurazione autorizzati.
Per questo la guardia di finanza di Vicenza ha denunciato 8 persone di cinque società, sequestrato sei autobotti utilizzate per gli spurghi delle fosse biologiche, e calcolato un danno patrimoniale e ambientale per 400 mila euro.

L’illecito, secondo i finanzieri, avveniva in maniera sistematica, secondo quanto accertato da riprese filmate, rilievi fotografici e pedinamenti. Tra gli escamotage delle società di espurgo per ridurre i costi aziendali, è emerso anche che una delle imprese si approvvigionava di acqua pubblica, sottraendola illegalmente dagli idranti antincendio situati nel territorio provinciale.

 

I titolari/soci delle cinque società sono indagati per ipotesi di reato ambientale.

 

In particolare, alcuni mesi fa le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno intrapreso un’attività investigativa finalizzata alla prevenzione e al contrasto di illeciti in materia ambientale

I COMUNI. Le indagini hanno portato ad accertare che, in oltre 100 episodi avvenuti nei comuni di Arcugnano, Castegnero, Caldogno, Creazzo, Torri di Quartesolo e Vicenza, gli operatori alla guida di autobotti invece di smaltire correttamente il rifiuto liquido, nei previsti impianti di depurazione autorizzati presenti sul territorio, hanno illecitamente sversato i liquami trasportati, costituiti da reflui urbani di provenienza domestica appena prelevati, nei pozzetti e tombini della rete fognaria pubblica.

 

I DENUNCIATI. Per tali condotte, M.M. 52enne, M.M. 25enne, C.W. 51enne, E.G. 59enne, S.A. 42enne, F.L. 51enne, B.D. 40enne e B.V. 36enne, tutti residenti in provincia e, a vario titolo, titolari/soci delle citate cinque imprese vicentine operanti nel settore della raccolta e smaltimento delle acque di scarico, sono stati denunciati alla locale. Nel corso delle investigazioni, inoltre, è stato riscontrato che, al fine di ridurre illegalmente i costi aziendali, una delle imprese investigate si approvvigionava di acqua pubblica sottraendola da idranti antincendio siti nel territorio provinciale, così concretizzando la fattispecie di reato di furto aggravato d’acqua.

 

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