Vicenza verso la stretta

L'ultimo weekend in arancione: spritz e vasche tra rabbia e rassegnazione

Vicenza, l'ultimo fine settimana in arancione (COLORFOTO)

Allarme rosso. È con questo segnale di allerta acceso venerdì con l’introduzione delle nuove colorazioni regionali che, ieri, i vicentini sono usciti di casa per godersi le ultime ore di (semi)libertà. Alla vigilia del lunedì di sbarramento che porterà anche il Veneto nella fascia cromatica più restrittiva, a migliaia hanno infatti scelto di trascorrere il sabato arancione tra passeggiate, chiacchiere e shopping. Un assaggio di primavera – complici il sole tiepido e le temperature inaspettatamente miti – vissuto all’insegna della semplicità: dal gelato allo spritz, rigorosamente take away, alla vasca in centro storico, passando per la corsetta a parco Querini o la salita a Monte Berico. Tutto pur di allontanare lo spettro dell’imminente serrata, in un weekend mai così nostalgico scandito dai continui: «Ci vediamo quando torniamo arancioni, ok?»

 

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In questo clima e con la prospettiva di una seconda Pasqua a distanza, a soffrire maggiormente sono i più giovani: «Questa situazione sta diventando soffocante, non possiamo fare niente, siamo costretti a starcene seduti qui sugli scalini, sperando che questo periodo passi velocemente», sospirano. Un misto di rassegnazione e stanchezza che ben rappresenta l’umore collettivo palpabile tra le famiglie, le coppie, i gruppetti sparuti che percorrono pigramente corso Palladio. Per oggi ancora, si può camminare pure senza una valida motivazione. Qualcuno ne approfitta per fare gli ultimi acquisti “non necessari” secondo il decreto Draghi, come l’abbigliamento. In tanti assaporano l’aperitivo finale approfittando di muretti e scalinate, in mancanza dei plateatici dei locali. Nonostante i brindisi, però, c’è poco da stare allegri.

Giulia Armeni

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