Vicenza

Esplode l'influenza. L'appello dei medici: «Vaccinate i bimbi»

Nell'ultimo fine settimana sono stati accompagnati al San Bortolo 187 ragazzini: da 60 a 70 al giorno. Rispetto al 2018 un 45% di accessi in più

«Vaccinate i vostri bambini contro l'influenza. Eviterete malattia e farmaci. È sbagliato non utilizzare un'arma che serve a proteggere». Massimo Bellettato, primario di pediatria del San Bortolo, è perentorio. Il vaccino anti-influenzale è raccomandato a tutti i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, oltre a coloro che soffrono di malattie croniche, sono più a rischio di complicanze, e possono finire in ospedale con un impatto non da poco su se stessi, sulle famiglie, sul Ssn. L'appello è rivolto ai genitori che, preoccupatissimi, quando la febbre sale o persiste, la tosse non cessa, e magari si accompagna a conati di vomito, piombano in ospedale, portano di corsa i loro figli in pronto soccorso pediatrico, intasando sale di attesa che, nella storia di questa struttura d'urgenza, non sono mai state così affollate.

Aumentano i virus respiratori

È un periodo di fuoco per neonati e bambini. I virus respiratori sono arrivati decisamente in anticipo rispetto alle passate stagioni, e infuriano. C'è la bronchiolite, c'è il Covid, e quest'anno si assiste al ritorno pesantissimo dell'influenza accompagnata da sindromi simil-influenzali. Sono i più piccoli, da 0 a 4 anni, quelli in età prescolare che hanno meno anticorpi, e molti dei quali non avevano mai conosciuto l'influenza, ad essere più esposti e ad avere la peggio. Ma, anche dai 5 ai 14 anni, fra bambini e ragazzi che vanno a scuola e passano molte ore in comunità, le percentuali sono alte. In questo momento sono oltre 78 mila i vicentini a letto con l'influenza, dei quali circa 19.500, cioè il 25 per cento, da 0 a 14 anni.

L'abolizione delle mascherine favorisce i contagi

È stata l'abolizione delle misure di protezione, con le mascherine abbassate, a dare il via libera all'influenza che nel 2020 e nel 2021 non si era praticamente mai vista (al San Bortolo lo scorso anno soltanto un caso), e che ora, grazie pure a virus differenti da quelli in circolazione in precedenza, può girare senza limitazioni. La malattia di stagione, che ha iniziato a manifestarsi in maniera sempre più esplosiva a partire da fine ottobre, imperversa in città ma non risparmia neppure gli altri 58 comuni dell'Ulss Berica. Sono colpiti soprattutto i bambini degli asili nido e delle primarie. Sono loro gli "incendiari" di una epidemia che dalle scuole entra nelle case, nelle famiglie, e infetta genitori e nonni. L'incidenza nelle ultime ore è cresciuta in modo esponenziale, la diffusione dei virus influenzali si intensifica con una rapidità sconcertante, anche se a far crescere il numero dei malati concorrono anche altri agenti infettivi. E a dare senso concreto a questa curva di contagi in costante impennata è quanto accade ormai da giorni nel pronto soccorso pediatrico del San Bortolo che continua a registrare numeri incredibili. Nell'ultimo fine settimana, da venerdì a domenica, si sono presentati in ospedale 187 bambini, da 60 a 70 al giorno. Mai accaduto prima.

Dal 2018 il 45% degli accessi in più in ospedale

Rispetto al 2018 è un 45 per cento in più di accessi. È un assalto senza tregua che sta mettendo il personale sotto stress. Non c'è un attimo di quiete e le richieste non finiscono mai: giorno e notte. Non si fa in tempo a liberare uno dei 20 posti delle degenze del reparto di pediatria in un turnover che, quando possibile, si cerca di accelerare e subito si deve dare il letto a un nuovo ricovero. I 5 posti della terapia intensiva pediatrica sono sempre occupati anche perché a Vicenza, che è uno dei tre centri del Veneto ad essere dotato di una rianimazione per la fascia pediatrica, arrivano bambini e ragazzi in condizioni gravi o delicate in insufficienza respiratoria da fuori provincia, negli ultimi giorni da Mestre, Portogruaro, San Bonifacio, Rovigo. «Abbiamo quadri polmonari importanti da influenza A/H1N1 - spiega il primario - Ed è un'infezione virale acuta dell'apparato respiratorio che si complica, provoca febbre alta, tosse, mal di gola, malessere generale, e si evolve in polmonite». Cinque, fino a ieri pomeriggio, i bambini, da 4 a 6 anni, ricoverati per questa forma severa di influenza. Quattro sono nei letti di un reparto sempre più blindato, e uno nel bunker della Tiped. E a loro si aggiungono i 6 ricoverati, fra i 2 e 6 mesi, a causa della bronchiolite e del virus Vrs che toglie il respiro e fa rifiutare l'alimentazione. L'onda non accenna a diminuire.

Franco Pepe