Vicenza

«Il Green pass è nazista». Incursione dei “no-vax” contro la sede della Lega: imbrattati muri e porte

Parole contro il green pass e contro l’obbligo vaccinale in risposta alla solidarietà espressa da Celebron dopo l’attacco contro Azienda Zero
Parole contro il green pass e contro l’obbligo vaccinale in risposta alla solidarietà espressa da Celebron dopo l’attacco contro Azienda Zero
Parole contro il green pass e contro l’obbligo vaccinale in risposta alla solidarietà espressa da Celebron dopo l’attacco contro Azienda Zero
Parole contro il green pass e contro l’obbligo vaccinale in risposta alla solidarietà espressa da Celebron dopo l’attacco contro Azienda Zero

Due aggettivi ricorrenti: «Nazisti» e «Boia». Due principali obiettivi: il presidente della Regione, Luca Zaia e il governo. Nella notte tra domenica e lunedì la sede della Lega di Vicenza in viale dell’Oreficeria 30 è stata presa d’assalto dai novax ed è stata imbrattata con una serie di scritte vergate con la vernice rossa. 
Scritte sul portone d’ingresso; insulti sui muri; accuse sull’asfalto davanti all’edificio condiviso tra il movimento politico e altre attività private. Inconfondibile la firma, la “W” contenuta da un cerchio che richiama il movimento eversivo “ViVi”, costituito prevalentemente attraverso la piattaforma di messaggistica istantanea Telegram che ha raccolto alcune migliaia di adepti in tutta Italia durante la pandemia, non mancando di richiamare alcune decine di accoliti in provincia di Vicenza.

La "W", il simbolo dei gruppi “ViVi” costituiti sulla piattaforma Telegram
La "W", il simbolo dei gruppi “ViVi” costituiti sulla piattaforma Telegram

Perché proprio la sede della Lega di Vicenza? La risposta potrebbe essere semplice. Basta tornare indietro di pochi giorni, all’attacco del tutto simile avvenuto a Padova contro la sede di Azienda Zero, l’agenzia regionale che coordina la sanità. Lo scorso 20 aprile il segretario cittadino del Carroccio, Matteo Celebron, ha condiviso un post del governatore Luca Zaia per esprimere la propria solidarietà allo stesso Zaia, nel mirino dei novax e «a tutti gli infermieri e medici che in questi anni ci hanno protetto e curato mettendo a rischio la loro salute e quella dei loro cari. Minacce e violenze non possono essere né tollerate né giustificate».
Un post che si è attirato 735 commenti. Quasi tutti d’odio. E quasi tutti di utenti con la “W” nell’immagine di profilo. È per questo che la digos della questura di Vicenza indaga sugli ambienti eversivi si raggrumano nel mondo novax e nopass. Probabilmente è la stessa mano che ha agito a Padova contro Azienda Zero. Nessuno di questi dovrebbe essere di Vicenza città; alcuni potrebbero arrivare da fuori provincia ma ci sono anche sospetti su personaggi dell’Alto Vicentino. Qualche mese fa, scritte simili erano comparse a Schio. L’azione è avvenuta sotto l’occhio attento di una serie di telecamere e non è escluso che possano aver ripreso immagini utili all’identificazione di qualche elemento protagonista del raid.

Le rivendicazioni dei novax finite anche sulla carreggiata
Le rivendicazioni dei novax finite anche sulla carreggiata

«Non avrei mai pensato che arrivassero a tanto - commenta Celebron - Sono imbecilli a cui non avevo mai risposto per non dar loro risalto, l’unica cosa che desiderano. Mi dispiace per le altre attività: puliremo a nostre spese. C’è un clima d’odio che non deve sfociare in questi episodi. Ci sono mille modi per esprimere dissenso alla luce del sole. È normale che qualcuno la pensi diversamente, non siamo in Russia. Preoccupano persone organizzate che agiscono in maniera sistematica». 

 

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«Condanniamo questi atti scellerati - ha commentato l’on. Alberto Stefani, commissario regionale della Lega in Veneto - non siamo disposti a concedere spazio a missive minacciose come questa alla quale abbiamo assistito lunedì mattina». La Lega Vicenza ha da sempre condannato apertamente questi atti intimidatori: «Dobbiamo sempre e solo condannare la delinquenza, e queste scritte ne fanno totalmente parte - conclude Stefani -. Continueremo la nostra battaglia per favorire il buon lavoro del nostro governatore Luca Zaia e di tutti gli attori che giornalmente si spendono per il bene comune e per combattere la pandemia. Questi atti intimidatori non dovranno mai più accadere».

 

Karl Zilliken