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29.04.2016

Il primario scarica
autori: «Lascino
il pronto soccorso»

Il primario Vincenzo Riboni ha riunito i suoi collaboratori ieri mattina per un vertice su regole e etica
Il primario Vincenzo Riboni ha riunito i suoi collaboratori ieri mattina per un vertice su regole e etica

Il day after al pronto soccorso del San Bortolo dopo l'esplosione della bomba sulla gara degli aghi via Whatsapp è una giornata particolare, con un’atmosfera ovattata, surreale, e una narrazione scandita da solitudini afone e silenzi assordanti, quasi come quella del film che rappresentò una delle vette di Ettore Scola. Nessuna reazione apparente da parte del solito esercito di pazienti e familiari in attesa o in transito.

L’ETICA. Il primario Vincenzo Riboni non ha, invece, smaltito la delusione e la rabbia per una vicenda che ha macchiato per la prima volta 24 anni di servizio senza incidenti. «Non ho paura dei sindacati e di chiunque. È vergognoso che aleggi il timore di qualcosa. Non ho niente da nascondere e da temere. Io mi aspetto che i responsabili vengano allontanati. Queste persone non sono più idonee sul piano etico a lavorare in un reparto come questo. Anzi farebbero bene ad andare via spontaneamente. Senza problemi e senza remore. Li invito a cambiare, a trasferirsi altrove».

LO SFOGO. «Ciò che è stato anche solo pensato - è il suo sfogo accorato, quasi commosso - è semplicemente disgustoso. Non possono più confondersi con chi si impegna, con chi interpreta il nostro lavoro con sacrificio nell’ambito forse più importante della sanità». Riboni, ieri, ha ricevuto, oltre che gli inviati di tv e media nazionali e locali, anche tante testimonianze di solidarietà dal mondo laico e religioso ma anche di tanti colleghi e operatori del San Bortolo: «Siamo tutti con lei – gli ha scritto un medico - e con i suoi bravissimi e solerti collaboratori. Apprezziamo la sua dedizione dentro e fuori l’ospedale 24 ore al giorno tutti i giorni».

IL VERTICE. Ieri mattina il primario, come fa sempre, appena arrivato, ha riunito medici e infermieri, quelli che smontavano dal turno di notte e quelli che iniziavano il servizio, ma questa volta è stata una riunione diversa. Riboni ha mostrato gli articoli apparsi su Il Giornale di Vicenza, e poi ha tuonato: «Queste cose non sono ammissibili neppure per gioco. Non le ho mai tollerate. Basta l’1 per cento di personale che non si comporta bene a provocare danni di immagine al 99 per cento che si distingue per professionalità e senso del dovere. Il paziente è sacro. L’etica non si può barattare con un gioco sciocco e insensato. La stupidità di pochi non può inquinare ciò che abbiamo costruito con tanto amore per la nostra professione». F.P.

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