Vicenza

“Russia Stato terrorista”. Ma Variati si dissocia: «Va favorito il dialogo»

Non ha partecipato al voto sulla risoluzione del parlamento europeo Moretti (Pd) con il larghissimo fronte del “sì”: «Violati i diritti umani»

La Russia è uno Stato “terrorista”. Il parlamento europeo ha dato il via libera ieri alla risoluzione di condanna verso il regime di Putin, ma Achille Variati non la vota
Al suo debutto a Strasburgo l’europarlamentare dem, già sindaco di Vicenza, prende una posizione controcorrente. Lo dice il pallottoliere: 494 voti a favore, 58 contrari, 44 astensioni. E se i Cinque Stelle hanno colto la palla al balzo per ribadire la loro ambiguità rispetto alla guerra scatenata da Putin in Ucraina, anche tra le file del Pd non sono mancate le sorprese visto che in tre hanno votato contro. Variati non ha votato contro, ma ha deciso di non votare. Spaccando idealmente il fronte con la sua collega di partito Alessandra Moretti, vicentina anche lei, che invece non ha avuto dubbi su da che parte stare. Nessun tentennamento da parte sua nel sottoscrivere, nelle stesse ore in cui Mosca continua senza pietà a bombardare il popolo ucraino, che “il regime di Putin è uno Stato sponsor del terrorismo, complice di crimini di guerra e deve affrontare le conseguenze internazionali”. 

Variati in controtendenza rispetto al Pd

Variati invece va in controtendenza: «La mia coscienza oggi mi ha imposto una scelta sofferta, in dissintonia parziale dal mio gruppo in Parlamento Europeo. Non ho partecipato al voto sulla risoluzione che chiede di classificare la Russia come uno Stato terrorista». La premessa è questa: «Voglio essere chiaro: so che la Russia è l’aggressore, so che sta agendo in termini che violano ogni convenzione internazionale, so che le sue azioni fanno strame del rispetto dei diritti umani. Non ho neanche per un secondo dubbi su dove siano il torto e la ragione. Il mio cuore è con il popolo ucraino, e così sarà il mio voto quando si tratterà di finanziare gli aiuti europei a questo martoriato e coraggioso Paese».

«Agire perché la Russia non vinca, ma non bisogna umiliarla»

E quindi perché chiamarsi fuori dal votare la risoluzione di condanna contro la Russia? «Il mio ragionamento è semplice ed è in linea con quello che disse Macron mesi fa: bisogna agire perché la Russia non vinca, ma senza pretendere di umiliarla. Bisogna punirla con sanzioni anche più dure e aiutare gli aggrediti ma al contempo tenere aperta la porta del dialogo. E se definiamo uno Stato “terrorista”, come faremo poi - nel modo e nei tempi giusti - ad aprire con quel soggetto un negoziato? Non saranno le semplificazioni, le etichette, gli slogan a risolvere un problema complesso e terribile. Sarà la nostra capacità di trovare soluzioni difficili. Che poi credo sia il ruolo della politica e dell’Europa».

Variati, dunque, si dissocia. Non lo fa Moretti che guarda a ciò che sta succedendo a Kiev: «La Russia nelle ultime settimane ha dirottato la propria strategia di morte unicamente sui civili con l’obiettivo di sterminare un popolo riducendolo anche alla fame e al gelo. Milioni di ucraini rischiano in questi mesi invernali di morire». Questa è la situazione. «Davanti a ciò, davanti a questi crimini di guerra, l’Europa deve assumere una posizione di condanna durissima e unanime. Stiamo sostenendo le forze armate ucraine e le sanzioni, stiamo sostenendo il popolo ucraino, stiamo accogliendo i profughi: questa risoluzione, che è stata migliorata rispetto all’originale grazie a degli emendamenti che abbiamo presentato, va nella medesima direzione dicendo a chiare lettere che la Russia sta attuando atti terroristici».

E su questo ci sono pochi dubbi. Ma c’è chi, come Variati, più in sintonia in questo caso con la linea dei grillini, è perplesso sull’utilità di questa mossa. «La posizione di chi dice che così si chiude al dialogo con la Russia? Rispetto l’opinione - prosegue Moretti - ma non la condivido perché non è supportata da motivazioni oggettive: la diplomazia è costantemente al lavoro, non è affatto vero che Europa e Stati Uniti non stanno cercando di arrivare a una soluzione per arrivare alla pace che vuole l’Ucraina. La realtà, purtroppo, è che per ottenere qualcosa bisogna essere in due e Putin in questo momento non intende sedersi al tavolo delle trattative, vuole unicamente annientare un popolo». E questo va impedito. Whatever it takes. 

Roberta Labruna