L’emergenza

Gas russo e forniture, Agsm Aim: «Ora siamo autonomi ma i rischi arrivano con il gelo»

Da Gazprom zero metri cubi. Finora bastano quelli da Algeria, Tunisia Azerbaijan. Supereremo l’inverno? Roncari, responsabile Sourcing di Gruppo: «Servirebbero rigassificatori»
Caro bollette Solo chi si rifornisce sul mercato libero potrà risentire il mese successivo del calo  del prezzo del gas
Caro bollette Solo chi si rifornisce sul mercato libero potrà risentire il mese successivo del calo del prezzo del gas
Caro bollette Solo chi si rifornisce sul mercato libero potrà risentire il mese successivo del calo  del prezzo del gas
Caro bollette Solo chi si rifornisce sul mercato libero potrà risentire il mese successivo del calo del prezzo del gas

In primavera la scommessa sembrava impossibile. Tagliare la dipendenza nazionale dal gas russo era considerato un traguardo stellare. È successo la settimana scorsa, quando l’Italia ha importato da Gazprom, la multinazionale controllata dal Governo della Federazione di Putin, attiva nell'estrazione e vendita di gas naturale, zero metri cubi. Non accadeva dal 1974. La domanda è se sarà possibile affrontare l’inverno con le sole forniture in arrivo dai competitor di Mosca.

I fornitori dell'Italia

Al momento, i partner dell’Italia sono diventati soprattutto l’Algeria (tramite il gasdotto siciliano di Mazara del Vallo), la Tunisia (attraverso il gasdotto siciliano di Gela) e l'Azerbaijan che ci rifornisce attraverso il Tap (Trans adriatic pipeline) con approdo a Melendugno, in Puglia. Quest’ultimo Paese asiatico a luglio ha rafforzato i rapporti con l’Ue siglando un memorandum nel settore energetico per raddoppiare le forniture ed arrivare ad almeno 20 miliardi di metri cubi entro il 2027 per l’Europa: saranno 12 miliardi di metri cubi già entro fine anno al posto degli 8,1 erogati nel 2021.

«Ovviamente il fatto che il gas russo non stia rifornendo l’Italia vale anche per Vicenza», spiega Renato Roncari, responsabile Sourcing di Gruppo Agsm Aim. «La situazione caratterizzerà tutto il prossimo inverno. All’utente finale non interessa sapere da dove arriva la risorsa, se entra da Tarvisio o proviene dalla Norvegia, ma importa averne la piena disponibilità perché la nostra è una provincia del Nord, più esposta alla rigidità dell’inverno e fortemente produttiva», prosegue.

Ad assicurare la disponibilità della commodity è Snam, principale operatore europeo nel trasporto e nello stoccaggio di gas naturale, mentre le imprese che come Gruppo Agsm Aim vendono e distribuiscono il gas, lo acquistano su una piattaforma di scambio virtuale e lo fanno arrivare alle aziende o fino al fornello di casa.

Le previsioni per l'inverno

Per ora le forniture sono sufficienti, complici anche le temperature elevate di ottobre. Ma le infrastrutture che portano il gas al Belpaese stanno già lavorando a pieno regime e sono sature. Da lì non si potrà ricevere di più. «Il rischio che corriamo si concretizzerà nei giorni in cui si raggiungeranno le punte di freddo», osserva Roncari, «che frequentemente si manifestano a dicembre, gennaio e febbraio e si prolungano per parentesi di tre fino a sette giorni».

Allora non potremo attingere al gas russo e neppure contare sulla scappatoia Lng, il gas liquido trasportato via nave. «Non siamo sufficientemente attrezzati con i rigassificatori. Se ne avessimo cinque o sei potremmo affrontare l’inverno più serenamente senza timore di rimanere a corto di materia prima. Non siamo i soli in Europa a dover fare i conti con pochi impianti. La Spagna, che ne possiede diversi, è collegata con un solo tubo alla Francia e quindi non riesce ad alimentare una rete di distribuzione più vasta», ragiona l’ingegnere a capo della divisione del gruppo scaligero berico.

L'incertezza per la disponibilità di gas e il prezzo in saliscendi

Dunque nei prossimi mesi l’incertezza riguarderà la disponibilità della risorsa gas. Oltre al prezzo della commodity in continuo saliscendi. Dopo un luglio-agosto con picchi di prezzo a 340 dollari al megawatt, ora alla borsa TTf di Amsterdam la curva ha virato verso la discesa, anche perché gli stoccaggi da parte dei vari Paesi risultavano sostanzialmente completati e la domanda si è attenuata.

Le bollette, mensili per le aziende e oramai anche per le famiglie, arrivano mensilmente. Ma solo chi si rifornisce sul mercato libero potrà risentire il mese successivo dell’inversione del prezzo del gas, in ridimensionamento. Per chi ha scelto il mercato tutelato (circa il 40% delle famiglie veronesi, ndr) c’è differenza a seconda dell’indicizzazione del contratto. Inoltre c’è da considerare che se oggi il gas è quotato a 103 euro a megawatt ora (il prezzo più basso da giugno, ndr) è comunque tre volte il costo degli anni precedenti al 2020. Quindi le bollette dei prossimi mesi non potranno che essere salate.

 

Valeria Zanetti