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15.05.2019

Frode da 25 milioni
A capo un vicentino
Arresti e sequestri

La Guardia di Finanza in azione
La Guardia di Finanza in azione

PADOVA/VICENZA. Una frode da 25 milioni di euro tra l’Italia e l’Est Europa è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Padova che, all’alba, ha eseguito 12 misure di custodia cautelare in Veneto (Vicenza inclusa), Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Puglia, Campania, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.

 

Al centro dell’inchiesta un’associazione per delinquere finalizzata alle frodi fiscali e al riciclaggio, con il coinvolgimento di 42 società nel settore della prevenzione antincendio e antinfortunistica, i cui proventi sono stati trasferiti nei tre paesi dell’est Europa.

 

Delle 12 ordinanze di custodia cautelare, due sono in carcere, due ai domiciliari e il resto sono obblighi di dimora, più un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di oltre 8,5 milioni di euro. I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata ai reati fiscali, riciclaggio e auto-riciclaggio. Le persone coinvolte nell’inchiesta sono in tutto 45, in Italia e all’estero. Il gip di Padova Claudio Marassi ha disposto inoltre anche il sequestro su beni per altri 3 milioni.

 

Stando alle indagini, coordinate dal pm Emma Ferrero, a capo del sodalizio vi erano il padovano Gianni Mingardo, 60 anni, il vicentino Luigi Scudella, 59 anni, entrambi finiti in carcere, Raffaele Costa, 46 anni, di Chioggia (Venezia), ai domiciliari. In loro supporto agivano il veneziano Dario Dozzi (obbligo di dimora), esperto contabile titolare di uno studio a Venezia, e molteplici imprenditori, su tutti i veneziani Massimo De Silvestro (ai domiciliari) e Ra Sfriso di Marcon (Venezia) e infine il vicentino Pietro Papes (questi ultimi con obbligo di dimora).

 

Il sistema si basava su una società «cartiera» che aveva l’unico compito di generare movimentazioni di beni e servizi emettendo fatture per operazioni inesistenti e operando per circa un anno, senza adempiere agli obblighi fiscali nei confronti dell’Erario. Gli approfondimenti investigativi dei militari hanno consentito di ricostruire l’operatività dal 2012 ad oggi di numerose società cartiere utilizzate per emettere fatture false nei confronti della società perno del sistema di frode, la ’Md Group srl’, operante nel campo della prevenzione antincendio ed antinfortunistica, che a sua volta emetteva fatture a ulteriori clienti che beneficiavano del sistema di frode. Una volta ottenuto il pagamento le società cartiere effettuavano bonifici sui conti correnti di tre società estere con sede in Slovacchia, Croazia e Slovenia, tutte gestite dal sodalizio e utilizzate per riciclare i proventi illeciti della frode. Una volta inviati all’estero i soldi venivano fatti rientrare in Italia attraverso una serie di trasferimenti, e infine erano reinvestiti in società immobiliari o mediante l’acquisto di beni di lusso quali Ferrari e barche

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