Il reportage

Emergenza povertà: famiglie vicentine in aumento tra gli scaffali solidali

L’emporio solidale ha aperto la propria sede a dicembre a Mercato nuovo
L’emporio solidale ha aperto la propria sede a dicembre a Mercato nuovo
L’emporio solidale ha aperto la propria sede a dicembre a Mercato nuovo
L’emporio solidale ha aperto la propria sede a dicembre a Mercato nuovo

L’impressione è di entrare in un piccolo supermercato di quartiere, con prodotti ordinatamente esposti sugli scaffali. Pasta, riso, biscotti, scatolame, alimenti senza glutine e senza lattosio, prodotti per la casa, per l’igiene personale, ma anche mascherine e gel igienizzante. Con tanto di offerte del mese. Ciascuno può scegliere in base alle proprie esigenze, mettendo nel carrello quello di cui ha bisogno. La differenza, però, sta alla cassa. Niente euro, ma punti, che vengono scalati da una disponibilità mensile predefinita. 
L’emporio solidale del Mercato nuovo, inaugurato a dicembre 2021, in pochi mesi è già in piena attività. E lo raccontano i numeri. Nel servizio allestito in un locale all’interno del mercato ortofrutticolo si lavora a pieno ritmo, in un intrecciarsi di progetti con finalità sociali, tra sostegno alle famiglie in difficoltà e percorsi di recupero dell’autonomia e di reinserimento sociale. 
Da gennaio ad aprile i nuclei familiari assistiti risultano 349, per un totale di 1.050 persone. Si tratta di nuclei seguiti dai servizi sociali. Di queste 349 famiglie, 85 sono state prese in carico nel corso del 2022; nuove attivazioni del servizio che dimostrano come l’emergenza sociale non stia arretrando, anzi. 

Guardando al giro di prodotti, nei quattro mesi presi in esame sono stati distribuiti 1.199 carrelli, per un valore complessivo del materiale consegnato di 131 mila euro e un valore medio del carrello di 109 euro. Il corrispettivo economico delle singole spese varia ovviamente dalla numerosità del nucleo, aspetto che determina anche la disponibilità di punti mensili. Una quindicina di famiglie, in particolari condizioni che riguardano situazioni di invalidità o effettive difficoltà logistiche e di trasporto, hanno la possibilità di fare la spesa online, con consegna a casa.
L’accesso avviene su appuntamento, tutti gli utenti sono conosciuti e seguiti, anche per eventuali difficoltà nella prenotazione dell’appuntamento o nella gestione della spesa. «Il servizio - precisa l’assessore alle politiche sociali Matteo Tosetto - supera l’idea della sola consegna alimentare, puntando a una presa in carico complessiva della persona, con percorsi mirati al recupero dell’autonomia». 
Ecco dunque l’attivazione per le persone assistite di vari progetti, come i corsi di educazione finanziaria, per una gestione corretta del bilancio domestico, ma anche corsi di formazione, come quello di cucito. Inoltre sono in previsione incontri di educazione al consumo consapevole.

Ma l’emporio offre un’occasione di riscatto anche ad altre persone, che nella struttura ci lavorano. Sono 26 le persone impegnate nel centro segnalate dai servizi sociali o dalla magistratura, nell’ambito, in quest’ultimo caso, dei lavori socialmente utili e della messa in prova. 
«Quello dell’emporio è un servizio nuovo - aggiunge Tosetto - che oltre a poter dare una seconda opportunità a famiglie fortemente in difficoltà, risponde a un bisogno primario, ossia quello del mangiare, ma garantendo dignità alla persona e maggior rispetto alla condizione in cui purtroppo si trova. Si va oltre, infatti, alla borsa e al pacco alimentare, per dare a tutti la possibilità di scegliere la propria spesa. Il servizio è frutto di un grande lavoro di rete con il territorio ed è il primo vero servizio gestito attraverso la coprogettazione con il privato sociale». 
L’iniziativa è stata promosso dal Comune con un primo stanziamento di 50 mila euro, cui si sono aggiunti altri 350 mila euro della fondazione Cariverona; OrtoVi ha preparato i locali, mentre il servizio è gestito da Croce rossa con Diakonia, e un’altra ventina di realtà. L’emporio si sostiene in gran parte con raccolte alimentari e donazioni, e si inserisce nella rete di sostegno arricchita anche da esperienze parrocchiali. 

Alessia Zorzan