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05.04.2020

Dall'Hiv al Corona
A 68 anni medico
rimette il camice

Medici si preparano con tutti gli strumenti di protezione
Medici si preparano con tutti gli strumenti di protezione

La sua ultima volta al San Bortolo era stata il giorno del suo pensionamento, poco più di 3 anni fa. Era il 31 gennaio del 2017. E dopo 34 anni di lavoro, con l'aggiunta di qualche altro in più perché all'epoca dopo la laurea si facevano i tirocini, lasciava l'unico ospedale della sua vita professionale. Uno come lui, però, in pensione non ci va mai definitivamente e ora, eccolo qui a 68 anni, di nuovo sulla breccia con lo stesso entusiasmo di quando cominciava a fare questo mestiere speciale e sentiva per la prima volta sulla pelle la leggerezza e il peso del camice bianco. Il dott. Giampietro Pellizzer, ex primario del reparto di malattie infettive, è tornato nel suo San Bortolo per fare anche questa volta la propria parte in un momento in cui c'è da raccogliere un'altra sfida: combattere il nemico coronavirus. L'armata Ulss guidata dal direttore generale Giovanni Pavesi, che si affanna, che lotta, che riparte ogni giorno per una battaglia ancora molto lunga, ha bisogno dell'aiuto di tutti. Soprattutto di chi, come Pellizzer, è stato infettivologo di rango e con la sua esperienza di medico missionario Cuamm in Africa è abituato a climi, situazioni, epidemie, imprese difficili. «Sì, ho sempre continuato a fare il medico. Ho fatto tante consulenze per pazienti, per colleghi. Qualcuno, nei giorni scorsi, mi ha segnalato questo bando dell'Ulss con cui si cercavano anche pensionati, mi sono fatto avanti, ho dato la mia disponibilità». 

 «La passione è sempre intatta. Ma bisogna essere pure realisti. Questa epidemia è molto complessa. È un virus completamente nuovo per come aggredisce, per la rapidità con cui si trasmette. Pone dinanzi ostacoli imprevedibili. La soluzione non ce l'ha uno solo. Bisogna decidere di volta in volta cosa fare. Bisogna mediare, con umiltà». Sì, umiltà. La forza tranquilla del saper dare agli altri. Una delle armi del suo essere medico.

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