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30.03.2020

Crolla il traffico
ma livelli pm10 alti
Ecco perché

Una centralina dell'Arpav
Una centralina dell'Arpav

Hanno origine nei deserti del Mar Caspio le elevate concentrazioni di PM10 registrate dalla rete di monitoraggio del Veneto nell’ultimo fine settimana, ben al di sopra del doppio del valore limite giornaliero, nonostante il crollo del traffico veicolare. Lo sottolinea l’Agenzia regionale per l’ambiente del veneto (Arpav). Un fenomeno che si registra in particolare da venerdì scorso, e non solo in Veneto ma anche in Friuli Venezia Giulia, in Emilia Romagna e nelle Marche, in un contesto apparentemente favorevole e che nei giorni precedenti ha segnato concentrazioni inferiori ai 20 g/m3, e ha interessato anche la penisola balcanica. Le cause, sottolinea Arpav, sono da ricercarsi non a livello locale, ma in processi di ampia scala. Fino alla mattina di venerdì hanno soffiato venti forti o anche molto forti di Bora dai settori orientali, che associati a una depressione inizialmente posizionata sul Tirreno, che hanno convogliato sul Nordest l’aria presente sulla penisola balcanica, densa di polveri. Dal pomeriggio di venerdì l’attenuazione del vento ha ridotto il rimescolamento, ma questo non è sufficiente a giustificare il repentino aumento delle concentrazioni di polveri, soprattutto in questa stagione, nella quale solitamente il rimescolamento è garantito anche dal soleggiamento diurno. La causa più plausibile per l’Agenzia è l’arrivo di aria densa di polveri sottili naturali, trasportata dalle correnti orientali, provenienti dai deserti asiatici confinanti con il Mar Caspio. A riprova di ciò, in questi ultimi giorni si è avuto un incremento molto significativo del PM10, mentre il PM2.5 è aumentato poco, segno che le polveri di questi giorni sono
grossolane.
Il passaggio di una saccatura in arrivo dall’Europa
settentrionale oggi dovrebbe favorire un maggior rimescolamento
e il ricambio della massa d’aria, con un conseguente netto calo
delle concentrazioni di polveri sottili.

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