L'andamento

La crisi dei matrimoni: dimezzati in 20 anni, in chiesa solo uno su tre

I dati del Comune di Vicenza rispecchiano quanto accade a livello nazionale
Matrimoni in continuo calo, soprattutto quelli religiosi ARCHIVIO
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Chissà se il bonus matrimoni con i 20 mila euro in ballo potrebbe portare (il condizionale è d’obbligo perché la proposta di legge della Lega non è allo studio del governo e ha comunque già suscitato critiche e reazioni) ad una crescita dei numeri. I dati provvisori Istat dei primi nove mesi del 2021, mostrano che in Italia i matrimoni sono raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2020, ma questa ripresa non è sufficiente a recuperare i numeri persi nel 2020. Confrontando, infatti, i primi nove mesi del 2021 con lo stesso periodo pre-pandemico la variazione resta negativa (-4,5%) e in linea con la diminuzione degli anni più recenti.

Gli ultimi mesi

Osservando la situazione nel Vicentino e confrontando i numeri degli ultimi anni i dati che balzano agli occhi sono il progressivo calo delle cerimonie e, soprattutto, il tracollo di quelle religiose. Se a fine ottobre di quest’anno i numeri dei riti civili sono addirittura più alti rispetto a quelli raggiunti in tutto il 2021, lo stesso non si può dire per quelli celebrati in chiesa, che calano ulteriormente. Nel 2021 sono state 157 le coppie che hanno scelto il rito civile e 89 quelle che hanno optato per quello religiosa, mentre quest’anno siamo già a 181 per la prima ma solo a 63 per la seconda. Siamo insomma ben lontani da numeri del 2000 quando su 563 matrimoni le nozze “sacre” erano quasi il doppio (374 contro 189). 

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Inversione di tendenza

Il sorpasso delle cerimonie in municipio è avvenuto nel 2006 e, da allora, il calo delle unioni in chiesa è stato pressoché continuo. Centoventicinque coppie hanno detto «sì» davanti all’altare nel 2015, 97 nel 2016, 85 nel 2017, 89 nel 2018, 62 nel 2019, 42 nel 2020 (che però, essendo stato l’anno della pandemia non fa testo), 89 nel 2021 (anche in questo caso un dato influenzato dal Covid, con un numero più elevato di matrimoni dopo i rinvii del periodo precedente), per arrivare ai 63 dei primi dieci mesi di quest’anno. Insomma, se vent’anni fa i sì in chiesa erano il doppio di quelli in municipio adesso sono un terzo. Negli anni passati questi ultimi non hanno subìto sostanziali variazioni: 197 nel 2015, 193 nel 2016, 185 nel 2017, 190 nel 2018, 181 nel 2019, 142 nel 2020 per poi salire ai 157 del 2021 e arrivare ai 181 dei primi dieci mesi di quest’anno.

Il “sì” sempre più tardi

Se calano i matrimoni, praticamente dimezzati nell’arco di 20 anni, a crescere è invece l’età media degli sposi, soprattutto per quelli civili, anche se in questo caso può incidere il fatto che talvolta si tratti di seconde nozze. Chi si sposa in chiesa è più giovane. Nel 2000 l’età media era di circa 31 anni (30,9 per l’esattezza) dell’uomo e 28,7 della donna. Oggi 35,5 per lui e 33,4 per lei. Ma per i fiori d’arancio in Comune gli anni salgono decisamente: 36,1 e 32,4 nel 2000 e si arriva a 44,8 per lui e 41 per lei nel 2021

 

Claudia Milani Vicenzi