Consiglio di Stato

Crac BpVi, 4.800 ex soci esclusi dagli indennizzi

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dal Mef

Speranze quasi azzerate per i circa 4.800 ex soci di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca che erano stati esclusi dai rimborsi del Fondo indennizzo risparmiatori a causa di errori contenuti nelle domande di rimborso. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso del ministero dell’economia e delle finanze contro una sentenza del Tar favorevole a una risparmiatrice azzerata dal default degli istituti di credito, la quale non si era vista accogliere l’istanza di risarcimento del Fir perché aveva sbagliato a compilare la domanda. A darne notizia è stata l’associazione “Noi che credevamo nella BpVi”, rilevando che tale pronunciamento mette ora a rischio la posizione di tutti i possessori dei titoli delle due popolari andate in liquidazione. 

Il fondo di indennizzo a tutela dei risparmiatori

Finora il Fir ha indennizzato 137 mila persone, distribuendo oltre un miliardo di euro sulla dotazione di 1.575 milioni stabilita con la legge istitutiva del Fondo compresa nella legge Finanziaria 2019. Le somme ripartite equivalgono al 30 per cento del valore di acquisto delle azioni e al 95 per cento di quello delle obbligazioni fino a un massimo di 100 mila euro. Diritti che, secondo l’associazione presieduta da Luigi Ugone, non dovrebbero essere intaccati da errori nelle dichiarazioni allegate alle istanze. Sul tema sono emersi motivi di conflitto tra varie sigle di tutela del risparmio, nate dopo i crac degli istituti di credito, connessi in particolare ai ritardi nei tempi di erogazione degli indennizzi causati proprio dai ricorsi dei risparmiatori respinti.

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La sentenza e gli scenari

Fra queste, perciò, secondo quanto riferisce ancora “Noi che credevamo nella BpVi”, vi sarebbe anche chi ora avrebbe accolto con soddisfazione il pronunciamento del Consiglio di Stato favorevole al Mef, visto come un passaggio che aprirebbe una nuova attesa fase di ulteriore ripartizione delle risorse avanzate dalla prima distribuzione: circa 562 milioni di euro.
«La sentenza del Consiglio di Stato taglia un po’ le speranze a circa 4 mila famiglie - ha affermato Ugone in un video diffuso nelle scorse ore sui social network -. Questo per noi è una tragedia ed è grave perché, se pure il Consiglio di Stato prende questa linea, noi continuiamo a ritenere che non essendoci stato nel Fir un motivo di esclusione per motivi di reddito dalla legge, perché tutti potevano essere indennizzati indipendentemente dal reddito e dal patrimonio che venivano chiesti solo per poter partecipare a un binario o all’altro, questa esclusione è un errore. Ma le sentenze vanno lette molto attentamente e per questo motivo evitiamo ogni commento sul contenuto». 

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"Scontro" fra associazioni che difendono i risparmiatori

Dopodiché il presidente di “Noi che credevamo nella BpVi” attacca le reazioni a caldo fatte da esponenti di altre associazioni che difendono gli interessi dei risparmiatori: «Quello che mi fa specie e mi dà anche fastidio è che stiamo leggendo dei commenti da alcune, per fortuna pochissime, associazioni che sono addirittura contente per “essersi tolte il peso di queste 4 mila famiglie” che, poverette, hanno già perso tutto con le banche e adesso non si vedranno nemmeno ristorate. Queste associazioni dicono che “finalmente ci si potrà riferire solo ai riparti” e che “si è già perso troppo tempo su questa questione”». Ugone non ci sta: «La ricerca di verità e giustizia va proprio lì dove ci si investe tempo e denaro, soldi e fatica, per fare quello che ha fatto questa signora (la risparmiatrice della recente sentenza, ndr) perché, se avesse vinto, avrebbe vinto per 4 mila famiglie che sarebbero state reinserite. Queste stesse associazioni che ora commentano sono le stesse che dicono che il processo a Zonin è inutile perché quelle sentenze non hanno ridato niente indietro. Ma bisogna andare al di là dei soldi». E ancora: «Chi fa queste affermazioni mette contro i risparmiatori, semina zizzania e vuole solo finire sui giornali». 
Tornando al pronunciamento del Consiglio di Stato, Ugone conclude: «Questa sentenza cancella 4 mila famiglie. Noi siamo dispiaciutissimi. Approfondiremo questa sentenza e i suoi risvolti nell’assemblea che faremo a febbraio con tutti i risparmiatori».  

Valentino Gonzato