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22.04.2019

Costo della vita
Crescita
di 211 euro

In aumento i prezzi del vivere quotidiano in città
In aumento i prezzi del vivere quotidiano in città

VICENZA. Fare la spesa, andare al cinema, cenare al ristorante, pagare l'affitto. Azioni del vivere quotidiano che per i vicentini costeranno ancora di più, almeno 211 euro all'anno secondo l'Unione nazionale dei consumatori, che ha stimato in più 0,8 per cento l'inflazione in città. Un dato che, seppur più basso rispetto alla media nazionale Istat dell'1 per cento, è lo stesso calcolato anche dall'ufficio Statistica del Comune nel confronto tra marzo 2019 e marzo 2018, con l'indice dei prezzi al consumo per la collettività in crescita appunto dell'0,8 per cento. Impercettibile invece il balzello mensile tra febbraio e marzo, appena 0,1 per cento. A pesare maggiormente nel paniere dei residenti in città (110.648 al 31 marzo, contro i 110.790 di inizio gennaio) sono i trasporti, più 1,4 per cento tra febbraio e marzo; su base annua alcolici e tabacchi, più 2,4 per cento, e le spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili, più 5,3 per cento. In calo, nell'ultimo mese, i prezzi di alimentari e bevande analcoliche, scesi dello 0,8 per cento, mentre si registra un meno 7,6 per cento tra 2018 e 2019 per le comunicazioni.

 

Numeri che riflettono una città in cui bisogna fare attenzione al portafoglio certo, ma dove tutto sommato i rincari sono contenuti. Nella classifica stilata dall'Unione nazionale dei consumatori sui capoluoghi (con più di 150 mila abitanti) e le regioni più dispendiose d'Italia il caro vita ha tutt'altre cifre. Basti pensare a Bolzano, dove l'inflazione all'1,6 per cento si traduce, per una famiglia tipo con genitori e un figlio, in un maggiore esborso di 532 euro all'anno. Al secondo posto si piazza Brescia, con una lievitazione dei prezzi dell'1,5 per cento corrispondente a 440 euro annui e al terzo Bologna, inflazione all'1,4 per cento e un aggravio di spesa di 395 euro. Molto più conveniente invece la vita a Perugia, 0,4 e a livello regionale è la Sardegna quella più economica, saltello annuale dello 0,6 per cento per una crescita di spesa 112 euro.

 

La più "salata" è invece, ancora una volta, il Trentino Alto Adige dove, nonostante l'inflazione all'1,2 per cento sia più bassa che in Puglia, 1,5 per cento o in Liguria, 1,4 per cento, l'impennata dei prezzi per un nucleo familiare tipo arriva a 340 euro. Guardando in casa invece, il Veneto si colloca al 13esimo posto con un caro vita dello 0,8 per cento e 204 euro in più all'anno, mentre nell'elenco delle città al 12esimo posto troviamo Verona, inflazione di marzo all'1,1 per cento, ovvero 290 euro di rincaro, Venezia al 18esimo, 0,8 per cento come Vicenza e al 23esimo, con un tasso dello 0,7 per cento, Padova, dove per vivere si spendono "solo" 184 euro in più.

Giulia Armeni
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