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23.05.2020

Commercio
di pneumatici: frode
da 40 milioni

Due persone sono finite ai domiciliari nell’ambito di una operazione della guardia di finanza di Vicenza che ha portato alla scoperta di una frode tributaria transnazionale nel commercio di pneumatici con un giro di fatture false per 40 milioni di euro.
Nel corso dell’indagine, che ha coinvolto cinque persone, è stato disposto il sequestro di beni per un valore di 11 milioni di euro.

L’operazione di polizia economico-finanziaria ha visto impiegati i finanzieri in una ricostruzione del flusso di movimenti finanziari, che ha scoperto un meccanismo mediante il quale gli indagati avrebbero sistematicamente evaso l’Iva con un giro di fatture false per un importo complessivo superiore a 40 milioni dal 2014, servendosi di società cartiere, appositamente costituite al solo fine di evadere l’imposta sul valore aggiunto.

In particolare il sistema fraudolento veniva innescato grazie al regime transitorio in materia Iva per gli scambi comunitari, che prevede l’inversione dell’ordinario principio di territorialità dell’imposta, stabilendo che le operazioni intracomunitarie tra soggetti passivi d’imposta siano non imponibili nello Stato membro di origine dei beni e siano, invece, assoggettate a tassazione nello Stato membro di destinazione. La frode seguiva lo schema secondo il quale una società comunitaria effettuava una fornitura di merci intracomunitaria, non imponibile Iva, ad una società fittizia in Italia.


La società fittizia (cartiera) acquistava le merci senza pagare l’imposta, cedendole successivamente, con una fornitura nazionale soggetta a Iva, ad una terza società, che a sua volta rivendeva il prodotto al dettaglio. La società fittizia incassava così l’Iva sulle vendite fatte alla terza società italiana, ma non versava l’imposta all’Erario per poi scomparire.

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