Vicenza

Cibo, bevande e marijuana: stop al “coffee shop” illegale

Cibo, bevande e marijuana. I carabinieri sono convinti di aver scoperto una sorta di “coffee shop” illegale allestito nel cortile di un’abitazione al civico numero 37 di strada di Casale. A gestirlo sarebbe stato Henry Nkem Ohigwu, 40 anni, cittadino di nazionalità nigeriana già noto alle forze dell’ordine, finito in manette con l’accusa di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante il blitz scattato martedì mattina nella casa presa in affitto dallo straniero, che vive lì con la famiglia, sono stati trovati circa 170 grammi di “erba”, numeroso materiale per il confezionamento delle dosi e due bilancini di precisione per pesare la droga. Ieri mattina, il giudice ha convalidato l’arresto e ha poi scarcerato Ohigwu disponendone l’obbligo di presentazione giornaliero alla polizia giudiziaria. 
Le telefonate Secondo la ricostruzione della caserma di via Muggia, nei giorni scorsi erano state raccolte diverse segnalazioni fatte dai residenti della zona che si lamentavano per un via vai continuo di persone di origine africana dall’abitazione di Ohigwu, soprattutto nelle ore serali e in quelle notturne. I militari hanno dunque tenuto d’occhio con discrezione la casa per un po’ di tempo. Dopodiché, una volta verificato che le informazioni ricevute erano corrette, hanno deciso di entrare in azione. 
Il blitz Alcune pattuglie si sono presentate in strada di Casale attorno alle 10. Ohigwu non si aspettava la loro visita ed è stato colto di sorpresa. Lo straniero ha aperto la porta ai carabinieri, che hanno quindi cominciato a perquisire tutte le stanze dell’abitazione alla ricerca di prove, trovando quasi due etti di marijuana e tutto l’occorrente per preparare le dosi.
Il “circolo privato” L’ispezione non si è però limitata solamente all’appartamento. I militari hanno infatti notato una tenda nel cortile e hanno voluto dare un’occhiata, scoprendo che Ohigwu aveva allestito una specie di circolo privato con tanto di bancone e scaffali e di tende per creare ambienti separati. In base agli elementi raccolti dai carabinieri, l’extracomunitario avrebbe dunque gestito un punto di ritrovo divenuto molto popolare tra i suoi connazionali dove la sera venivano serviti anche pasti caldi e alcolici, soprattutto birra. 
Le manette Il passo successivo dei militari è stato quello di contattare il pubblico ministero di turno per metterlo al corrente della situazione. A quel punto Ohigwu è stato arrestato, come disposto dal magistrato, e accompagnato in una cella di sicurezza della caserma di via Muggia. Il cittadino nigeriano, in regola con il permesso di soggiorno, che da quando è arrivato in Italia ha collezionato numerosi guai con la legge sempre per reati collegati allo spaccio di droga, ha poi affrontato il processo per direttissima. L’avvocato dell’imputato ha chiesto tempo per poter studiare gli atti e il giudice ha quindi rinviato l’udienza, scarcerando lo straniero con l’obbligo di firma.
Gli accertamenti Il lavoro dei carabinieri non è terminato con l’arresto di Ohigwu. Ora si cercherà di fare luce sul canale di approvvigionamento della sostanza stupefacente e sul giro di clienti.

Valentino Gonzato