La polemica

Campane rumorose a San Lorenzo. Il Comune si appella ad Arpav

Dopo le lamentele di alcuni cittadini di Vicenza e un’interrogazione, saranno avviate le misurazioni. Don Fabio Sottoriva: «Il regolamento è rispettato»
Il campanile del tempio di San Lorenzo sotto la lente per via delle campane rumorose
Il campanile del tempio di San Lorenzo sotto la lente per via delle campane rumorose
Il campanile del tempio di San Lorenzo sotto la lente per via delle campane rumorose
Il campanile del tempio di San Lorenzo sotto la lente per via delle campane rumorose

Campane sotto esame. Non c’è pace per il tempio di San Lorenzo che, dopo le polemiche dei mesi scorsi, torna d’attualità per l’avvio della verifica dei livelli di “rumorosità” legata all’attività della torre campanaria. Musica o rumore? Fastidio o compagnia? Suono troppo alto? Troppo lungo? Le risposte possono essere molteplici e spesso sono legate alla sensibilità personale.

Campane di San Lorenzo troppo rumorose, il Comune di Vicenza si affida ad Arpav

Dopo nuove segnalazioni di disturbo giunte a palazzo Trissino, però, il Comune ha deciso di affidarsi ad Arpav per verificare, strumenti e regolamenti alla mano, se le campane contestate siano fuorilegge o meno. Sperando così, una volta che la relazione sarà disponibile, di mettere un punto definitivo alla questione. 

La notizia dei test acustici, che saranno curati da Arpav, arriva dall’assessore alla cultura Simona Siotto, che l’altra sera in consiglio comunale ha risposto a un’interrogazione presentata dal consigliere Raffaele Colombara (“Per una grande Vicenza”) lo scorso agosto. «È in corso una verifica sulle campane di San Lorenzo, sia sulla durata del “rumore” o della musica, sia sui livelli - ha spiegato Siotto - non nascondo che qualche segnalazione da parte di qualche cittadino c’era già stata, anche piuttosto accesa, e anche qualche dipendente comunale aveva sollevato un dubbio su queste campane; non nascondo nemmeno l’amarezza di don Fabio quando ha ricevuto la richiesta di verifica». «Abbiamo attivato il procedimento - ha chiuso - perché di inquinamento acustico ci stiamo occupando con serietà».

Un'interrogazione sulle campane del tempio di Vicenza

«Una verifica di Arpav - ha risposto Colombara - era già stata chiesta nel 2021 e l’iter era stato attivato, ma poi è stato fermato. Ora speriamo che si vada avanti». Il consigliere di opposizione, nel replicare, ha anche rilanciato, risollevando il tema «dell’esclusione della scuola campanaria di San Marco dal tempio di San Lorenzo». Faccenda, anche questa, annosa, che vede su due posizioni lontane il rettore del tempio, don Fabio Sottoriva, e il presidente della scuola campanaria Giuseppe De Facci che nell’ottobre 2020 aveva segnalato in Comune le condizioni precarie del castello delle campane, sottolineando che «se si continua a utilizzare con frequenza la grande campana, il rischio è che la struttura che sorregge il concerto si rompa definitivamente».

I rapporti tra le parti si sono fatti via via più tesi, tanto che De Facci era risultato poco gradito nel Tempio. Rapporti incrinati con lui, non con la scuola, ha sempre precisato don Fabio Sottoriva, tanto che «ho sempre invitato i giovani campanari della scuola a venire a suonare quando volevano». 

La diatriba e il problema strutturale nella torre del Tempio di San Lorenzo

Diatriba, questa, sulla quale Colombara è intervenuto anche in Consiglio: «C’è un problema strutturale nella torre del Tempio di San Lorenzo e parliamo di un bene del Comune - ha detto - ed è gravissimo poi che una scuola campanaria che va in tutte le chiese della città sia stata esclusa dall’andare a suonare. L’amministrazione dovrebbe dire qualcosa». Ma Siotto, ieri, ha fissato i paletti: «Non posso intervenire nei rapporti tra le persone. A seguito dell’interrogazione ho interpellato Arpav che faccia una verifica sui volumi del preteso inquinamento acustico. Ma per me è una questione legata solo a questo». 

La notizia della verifica lascia amareggiato don Fabio Sottoriva

«Non mi aspettavo un’ulteriore indagine - ha commentato - perché non solo la situazione non è cambiata rispetto a quando hanno fatto la misurazione i tecnici del settore ambiente del Comune, ma abbiamo anche cercato di ridurre il più possibile i suoni, nei limiti di quanto potevamo. Tanto che dalle misurazioni fatte erano risulti in regola».

«Mi preoccupo molto che i suoni di San Lorenzo non disturbino i cittadini violando la legge - ha aggiunto - ma devo anche preservare la possibilità della chiesa di esprimersi, nei limiti che sono previsti dal regolamento». Oggi, aveva già spiegato, il primo suono è alle 8 e dura due minuti, la domenica è alle 8.45. 

La scuola campanaria

Di tutt’altra visione De Facci, presidente della scuola campanaria. Che tra l’altro è tornata a suonare al Tempio dopo la prolungata assenza sabato scorso, in occasione di un matrimonio, su esplicita richiesta degli sposi.  «Bene che il controllo venga fatto da Arpav - ha sottolineato - ora aspettiamo i risultati. I ragazzi che sabato scorso sono andati a vedere sulla torre hanno detto che suonando sempre le campane più grosse sono molto usurate. Noi le utilizzavamo pochissimo». «Io non ho fatto nulla di male, anzi - ha concluso - ho sempre cercato di ridurre il disturbo. Non trovo corretto essere trattato così». 

 

Alessia Zorzan