Vicenza

Caccia ai commessi in corso Palladio. «Ma non si trovano»

Si va dall’annuncio più dettagliato “Sei una persona dinamica, solare, con tanta voglia di imparare? Ami il contatto con il pubblico? Se hai meno di 30 anni e sei interessato, portaci il curriculum in negozio”, ai più essenziali e diretti “Cercasi commessa” o “Cercasi personale”. L’obiettivo però è lo stesso: rimpolpare l’organico. Sono numerose le attività commerciali del centro storico che in questi giorni stanno sfruttando le loro vetrine non solo per promuovere e mettere in mostra i prodotti, ma anche per attirare l’attenzione di aspiranti lavoratori. Una sorta di ufficio di collocamento a cielo aperto, in cui le offerte di lavoro si alternano alle occasioni di shopping. Per chi sta cercando un’occupazione nel mondo del commercio potrebbe essere dunque una buona idea abbinare lo struscio alla consegna del proprio curriculum. Anche perché, a quanto pare, l’incrocio tra domanda e offerta non è così semplice: «Non è facile trovare i profili adatti, il ruolo del commesso, oggi, è molto più complesso di quello che poteva essere una volta», sintetizza Nicola Piccolo, di Confcommercio Vicenza. Con il mondo cambiano anche abitudini e necessità, tanto che tra i corsi di formazione organizzati dall’associazione, non mancano quelli nelle tecniche di vendita «proprio per completare i profili in base alle mutate esigenze», aggiunge Piccolo. Che poi sottolinea un altro aspetto, «che può sembrare banale, ma non lo è, ossia è richiesta la conoscenza in maniera fluente almeno dell’inglese. In un centro storico è imprescindibile». 
Per chi è alla ricerca di un’esperienza di lavoro, le occasioni, almeno sulla carta, sembrerebbero non mancare. Anche se i dettagli vanno sondati. Il massimo che viene precisato, sui cartelli, è l’impegno a tempo pieno oppure l’inquadramento. Finestre aperte da approfondire e valutare. Si va dai più “classici” bar e locali, ai negozi di intimo o abbigliamento, passando per il negozio di ottica, la libreria, il centro estetico, i casalinghi. Le figure sono varie, addetti alle vendite, ma anche magazzinieri, estetiste specializzate, responsabili punti vendita, stagisti. 
«Sicuramente c’è una vivace ricerca di personale - conferma - e le ragioni possono essere sia legate alla ripresa dopo il periodo più duro della pandemia, sia all’avvicinarsi del periodo natalizio». Chi si sta muovendo nell’ottica delle feste è probabile che cerchi, almeno in una prima fase, figure a tempo determinati. Possibilità questa concessa grazie alla deroga raggiunta al momento dell’introduzione del decreto Dignità. «Il decreto Dignità - spiega Piccolo - fissa il limite del 20 per cento per il lavoro a tempo determinato, ma come organizzazioni siamo riusciti a definire l’area dentro le mura duecentesche come zona a vocazione turistica, esclusa quindi da questi vincoli. Questo è positivo in vista dell’aumento del lavoro in specifici periodi dell’anno».
Sono cambiate però anche le esigenze delle attività. «Oggi trovare un commesso è trovare un tesoro - continua il rappresentante Ascom - non è semplice, le competenze richieste sono maggiori e sono sempre più i negozi che si stanno orientando verso una vendita assistita. Ai dipendenti è richiesto di avere già esperienza o di entrare a regime molto presto, i tempi di ritorno devono essere più rapidi rispetto al passato».
Professionalità che chiama però valorizzazione, anche sul piano economico. «Sicuramente c’è anche questo aspetto da considerare, ma va anche creato un appeal maggiore verso queste figure professionali. Parlare di commesso è quali limitativo, dobbiamo pensare a tecnici del commercio, con capacità di comunicazione, di uso dei social, di approccio al cliente. La vendita finale è l’esito di un processo che inizia molto prima. Serve un collegamento percorsi di studio e mondo reale del alvoro». 

 

Alessia Zorzan