Vicenza

Botte e minacce da mesi. «Mio figlio non vive più»

Una spirale di violenza senza fine. Uno studente di 17 anni, affetto da Adhd (il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, che genera anche stati d’ansia), è finito nella morsa di un giovane spacciatore e della sua banda di bulli che lo tormentano da mesi. Una situazione insostenibile sia per la vittima che per la sua famiglia, che ha sporto più volte denuncia alle forze dell’ordine. Minacce e botte, però, continuano. L’ultimo pestaggio è avvenuto sabato scorso nelle vicinanze di contra’ Pescherie Vecchie. «Mio figlio non vive più. Non esce di casa. È terrorizzato», racconta suo padre. Che lancia un grido disperato di allarme alla procura: «Se questo spacciatore non si è fermato davanti a una denuncia, vuol dire che non gliene frega niente. Dobbiamo aspettare che me lo ammazzino o che lo riducano in carrozzina per fare qualcosa?».
Secondo il racconto del genitore, il primo incontro tra il figlio e lo spacciatore risale a febbraio. Lo studente, che abita a Creazzo e frequenta un istituto professionale in città, ha chiesto di acquistare della marijuana e ha consegnato 50 euro. Il pusher ha preso i soldi senza consegnargli la droga, promettendo che lo avrebbe fatto nei giorni seguenti. Così, però, non sarebbe avvenuto. Anzi. Da quel momento è stato lo spacciatore a millantare un presunto credito nei confronti del ragazzo e avrebbe cominciato a tormentarlo. Pochi giorni dopo lo studente è stato contattato su Instagram dallo spacciatore che gli ha dato un appuntamento. L’incontro, però, sarebbe stato una trappola. «Si è presentato anche il “capoccia” dello spacciatore e, mentre uno lo teneva fermo, l’altro lo ha picchiato con una spranga», racconta il padre. Quest’ultimo credeva che fosse stato un episodio isolato. Invece, ad agosto, ha scoperto che il figlio continuava a essere vessato. Sempre in quei giorni è avvenuto il secondo agguato ai danni del ragazzo, che doveva incontrare alcuni amici in viale San Lazzaro. Lo spacciatore e la sua gang lo sono venuti a sapere e lo hanno aspettato. Il padre del minore, che lo aveva accompagnato in auto, se ne accorto per tempo e lo ha salvato. 
A quel punto, è stata presentata la prima denuncia ai carabinieri. Questi ultimi hanno quindi teso una trappola allo spacciatore. Hanno detto al ragazzo di contrassegnare le banconote e di accettare l’incontro per saldare il presunto debito di 50 euro. Poi, appena lo studente ha consegnato il denaro, i militari hanno bloccato l’aguzzino. «I carabinieri hanno ipotizzato il reato di estorsione, ma il pm lo ha derubricato in uso arbitrario delle proprie ragioni. E così, lo hanno subito rilasciato», afferma il genitore. Quell’episodio avrebbe provocato l’immediata reazione dello spacciatore. «Ha minacciato ancora mio figlio sui social. Gli ha scritto: “Hai chiamato gli sbirri, te la facciamo pagare”», prosegue il padre del ragazzo. Che, sabato scorso, dopo mesi trascorsi chiuso in casa per paura di altre ritorsioni, ha accettato l’invito della sua fidanzata e dei suoi amici di trascorrere la serata in centro. «In contra’ Pescherie Vecchie ha però incontrato lo spacciatore, che lo ha picchiato assieme ad altri ragazzi di colore. L’ho portato al pronto soccorso pieno di botte. Per fortuna non ha niente di rotto, ma starà a casa da scuola per quindici giorni. Mio figlio ha sbagliato a voler comprare la droga, non lo nascondo - ammette il genitore -. Ma anche la sua terapista sottolinea che è una cosa che lo calma e, comunque, non ha fatto del male a nessuno. Chiedo che questo spacciatore venga fermato prima che sia troppo tardi». 
 

Valentino Gonzato