Gli effetti della crisi

Bollicine, merce rara nei supermercati. Si svuotano le corsie dell’acqua frizzante

La carenza di anidride carbonica si sta riflettendo sulla disponibilità delle bottiglie di acqua gassata
La carenza di anidride carbonica si sta riflettendo sulla disponibilità delle bottiglie di acqua gassata
La carenza di anidride carbonica si sta riflettendo sulla disponibilità delle bottiglie di acqua gassata
La carenza di anidride carbonica si sta riflettendo sulla disponibilità delle bottiglie di acqua gassata

Liscia o gassata? Una domanda che - al bar, al ristorante ma anche a casa - rischia di scomparire dal copione d’inizio pasto. Almeno fino alla fine dell’estate infatti, potrebbe non esserci altra scelta che l’acqua naturale. Quella frizzante, amatissima dai consumatori di tutte le età, già da qualche settimana è divenuta merce rara nei supermercati. In molti punti vendita, addirittura, è già sparita dagli scaffali. All’Emisfero di strada Cattane, per esempio, nel reparto bevande ci sono intere mensole vuote: «Gentile cliente, ci duole comunicarle che, per cause a noi non imputabili ma da ricondurre alla nota congiuntura economica e di mercato che impedisce un regolare e continuo approvvigionamento di materie prime, si sta verificando un’imprevedibile carenza di “anidride carbonica” impiegata nella produzione di acque frizzanti e leggermente frizzanti» recitano numerosi cartelli sparsi un po’ dappertutto tra i ripiani sguarniti. A mancare sono diverse marche (da Sant’Anna a Rocchetta, da Levissima a Dolomia). Una situazione comune sia alle bottiglie più grandi, da 1,5 litri, che a quelle piccole, da mezzo litro.

Tempi duri anche al Tosano a Motta di Costabissara, dove a scarseggiare sono in particolare le bottigliette: alle prime ore del mattino di ieri ne erano rimasti appena «cinque o sei cartoncini», conta una dipendente «e non ne arriveranno altri». Ma c’è di più: «Per le confezioni da mezzo litro non possiamo nemmeno fare gli ordini, i fornitori hanno detto che manderanno quello che è rimasto e poi stop», fanno sapere dal Tosano, dove resta «mezzo bancale di acqua frizzante da un litro e mezzo». Nessun tetto agli acquisti però: chi arriva per primo può comprare senza limiti.

A portare alla quasi estinzione delle bollicine è il crollo della produzione di anidride carbonica. Una delle tante conseguenze della crisi globale delle materie prime relativa (anche) alla guerra in Ucraina e che dopo aver fatto impennare i prezzi di olio, cereali, carburanti si abbatte ora sulle bevande con le bolle, irrinunciabili per migliaia di vicentini soprattutto durante i caldi mesi estivi. Caldo che è anche uno dei fattori alla base dell’attuale penuria: secondo il gruppo Unicomm (marchi Emisfero, Famila, Cash&Carry e Mega), il segmento dei piccoli formati (500 ml) è “esploso” proprio a causa delle alte temperature e del consumo fuori casa. Altra concausa, riferisce ancora il gruppo Unicomm, sono i disservizi sulle consegne per il calo di mezzi e autisti, molto inferiori rispetto alla domanda.

Ma a lanciare l’allarme sulla possibile “carestia” di acqua gassata era stato, già un mese fa, Alberto Bertone, presidente e amministratore delegato di Acqua Sant’Anna, il più grosso produttore europeo di acque oligominerali - un miliardo e mezzo di bottiglie all’anno -. Alla luce degli aumenti spropositati della Co2 (da 2 mila a 20 mila euro a tonnellata), il gruppo aveva infatti deciso di fermare le linee di produzione dei prodotti gassati. «Le aziende di Co2 ci spiegano che preferiscono destinare la produzione al comparto della sanità e così l’acqua gassata rischia di finire: una volta finiti gli stock nei magazzini di supermercati e discount, non ci saranno più bottiglie in vendita», avvertiva Bertone. Questo, appunto, un mese fa: a distanza di trenta giorni, la profezia si sta avverando. «Pensavamo durasse un mese, ora non vediamo la luce» le parole del presidente di Acqua Sant’Anna nella giornata di giovedì. «Il 30% della produzione è ferma, abbiamo ancora qualche camion qua e là in giro per l’Europa ma ultimamente non abbiamo trovato più nulla, speriamo per settembre», è l’auspicio di Bertone.

Ma perché manca l’anidride carbonica? «Perchè i costi per l’energia per ricavarla sono talmente cresciuti che non conviene più produrla - conclude Bertone - e a queste tariffe ci dovrà essere purtroppo un rialzo del prezzo». Già entro la fine del mese (dal 22 agosto, informa Emisfero) la catena della distribuzione dovrebbe ripartire. Al Pam di viale Trento, però, assicurano non esserci mai stati disservizi: «Abbiamo acqua frizzante di vari tipi, mai avuto problemi». Idem all’Interspar del Mercato Nuovo, dove quasi ci si stupisce: «Certo che c’è l’acqua gassata, non è mai mancata». 

 

Giulia Armeni