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23.05.2019

Barriere sotto accusa
«Strage di uccelli
sulla Pedemontana»

Un esemplare morto raccolto accanto alla barriera
Un esemplare morto raccolto accanto alla barriera

VICENZA. Ha chiesto il sequestro delle barriere trasparenti lungo la Pedemontana. «Le barriere, senza nessun adesivo di segnalazione, sono delle trappole mortali per gli uccelli che ignari volando vanno a sbattervi contro violentemente, perdendo la vita nel tremendo impatto». È quanto scrive in una nota il consigliere regionale del Partito Democratico, vice presidente della commissione ambiente, nell’esposto che ha consegnato di persona al procuratore capo del tribunale di Vicenza, dottor Antonino Cappelleri denunciando Regione e Sis. «Le barriere devono essere sequestrate secondo quanto previsto dall’articolo 321 del Codice di procedura penale».

 

«Nell'esposto ho fatto presente al procuratore che in ogni momento della giornata lungo la Pedemontana decine di uccelli, migratori e non, continuano a morire per il menefreghismo e l’incapacità delle autorità responsabili di questa opera e che pertanto è indispensabile che la magistratura provveda al più presto al sequestro delle barriere. È inammissibile che a distanza di un anno, ma le prime richieste della Lipu risalgono al 2016, siano stati apposti degli adesivi soltanto nelle poche decine di metri delle aree della Rete Natura 2000, quando la Superstrada è lunga ben 94 chilometri».

Tra gli uccelli morti ci sono specie superprotette, spiega Zanoni, oltre che dalla legge italiana anche dalla normativa europea e da convenzioni internazionali, alcune rarissime e in via di estinzione come il falco lodolaio, il cuculo, il picchio rosso maggiore, lo strillozzo. «E poi altre sempre protette come rondini, capinere, codirossi, verzellini, pigliamosche, pettirossi sino a merli, tordi bottacci, quaglie, passeri e molte altre. L’articolo 30 della legge statale 157/92 sulla tutela della fauna selvatica elenca le sanzioni penali in caso di uccisione di questi uccelli e si può arrivare anche all’arresto da due a otto mesi. Mentre il 554 bis punisce con la reclusione da quattro mesi a due anni chiunque "per crudeltà o senza necessità cagiona la morte di un animale”» aggiunge il consigliere regionale del Partito Democratico.

 

«Il procuratore capo - scrive Zanoni - ha assicurato che verrà aperto un fascicolo. Mi appello alle associazioni ambientaliste e di tutela degli animali come Lipu, Wwf, Enpa, Lav e Oipa affinché tengano alta l’attenzione su questo problema e si costituiscano parte civile nell’augurabile ed eventuale processo».

 

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