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23.08.2019

Allarme animali
abbandonati: salvato
anche un agnello

L'agnellino salvato
L'agnellino salvato

VICENZA.  Un agnellino randagio. «È la prima volta che ci capita una cosa del genere – dice il capo del dipartimento prevenzione Stefano Ferrarini». Una bestiolina di circa 2 mesi di vita, smarrita e impaurita, venuta non si sa da dove. Si è messa ad attraversare via Aldo Moro da una corsia all’altra, mettendo in crisi il traffico. I primi che intervengono sono i Rangers, che lo mettono in sicurezza e lo proteggono dalle auto. Viene dato l'allarme. La chiamata viene dirottata alla centrale operativa del Servizio veterinari di via Camisano, dove è di turno la dottoressa Mariangela Scarpino, che esce subito. «Non riusciamo a capire – spiega la dottoressa Scarpino, che lavora nel gruppo dei veterinari di sanità animale diretto da Enrico La Greca – da dove possa essere sbucato, se si sia perso da un gregge di passaggio anche se in questo periodo gli armenti pascolano in montagna, o se sia scappato da qualche fattoria dei dintorni. Per il momento resta un mistero, ma stiamo indagando». Non è, invece, un mistero il fenomeno dei cani abbandonati. Nel 2018 – l’elenco lo fa il direttore La Greca – 443 animali, 316 a Vicenza e 127 ad Arzignano, trovati soli e disorientati dalla squadra dei cinovigili esterni, più altri 300 esemplari dotati di microchip e consegnati subito ai padroni in ansia. Quest’anno, fino a ieri, 240 cani, 174 a Vicenza e 66 ad Arzignano, in libera uscita, senza meta, perdutisi o lasciati volontariamente da persone incivili e senza cuore, rinvenuti e catturati pacificamente sempre dai cinovigili, più altri 200, anch’essi provvisti di microchip, vale a dire la loro carta d’identità, e restituiti, grazie all’anagrafe canina, ai legittimi proprietari. Luglio il mese che ha registrato il maggior numero di abbandoni. 

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