Sanità

Al San Bortolo la scarica elettrica che guarisce i disturbi del cuore

Contro la fibrillazione atriale viene utilizzata la “elettroporazione”. La tecnologia genera una lesione elettrica sul punto interessato.
Il San Bortolo di Vicenza è il primo ospedale in Veneto e il secondo in Italia ad utilizzare questa tecnica innovativa
Il San Bortolo di Vicenza è il primo ospedale in Veneto e il secondo in Italia ad utilizzare questa tecnica innovativa
Il San Bortolo di Vicenza è il primo ospedale in Veneto e il secondo in Italia ad utilizzare questa tecnica innovativa
Il San Bortolo di Vicenza è il primo ospedale in Veneto e il secondo in Italia ad utilizzare questa tecnica innovativa

Nove vicentini operati dagli inizi di settembre. Tutti con esito positivo. Nessuna complicazione. Tutti dimessi precocemente. L’agenda è lunga, fino quasi ad un anno. In attesa una settantina di pazienti. Adesso si faranno interventi ogni settimana. E questa procedura consentirà di recuperare tempo prezioso. I primi trials nel mondo nel 2021. I primi casi clinici in Italia a luglio. Il primo intervento al San Bortolo il 2 settembre. 

Fibrillazione atriale: la nuova frontiera al San Bortolo di Vicenza si chiama elettroporazione

C’è da combattere la fibrillazione atriale, quella subdola patologia che aggredisce e fa impazzire il ritmo cardiaco. La nuova frontiera si chiama elettroporazione. Il San Bortolo, dopo Ancona, è il secondo ospedale pubblico in Italia ad applicarla. Il merito è del reparto di cardiologia diretto da Francesco Caprioglio e, in particolare, del dottor Antonio Rossillo, responsabile dell’unità semplice di elettrofisiologia ed elettrostimolazione, il quale assieme al suo gruppo di specialisti composto da Carlo Bonanno, Gianluca Borio, Sabina Vittadello, esegue questo rivoluzionario intervento transcatetere destinato a diventare sempre più frequente per eliminare un disturbo del ritmo cardiaco non solo molto diffuso nella popolazione ma in costante crescita con l’aumentare dell’età e spesso associato a sintomi che, per le possibili complicazioni, in primis l’ictus ischemico, possono peggiorare la qualità di vita. 

Il San Bortolo è il secondo ospedale pubblico in Italia ad applicare l'elettroporazione

Come Il paziente viene addormentato con l’anestesia generale grazie al primario Vinicio Danzi e ai suoi collaboratori. Si introduce attraverso la vena femorale un catetere che va ad infilarsi all’interno dell’atrio sinistro del cuore. Si lancia una scarica di energia ad altissimo voltaggio, fino a 1500-2000 volt, per un tempo infinitesimale. È solo questione di microsecondi. Un lampo che colpisce esattamente le cellule-bersaglio rendendo innocuo e inoffensivo il tessuto che causa il battito anomalo.

I vantaggi dell'elettroporazione

I vantaggi sono notevoli rispetto alle altre due procedure alternative, la radiofrequenza a caldo o la crioablazione con l’energia del freddo, finora utilizzate per il trattamento delle aritmie e far ritrovare al cuore il ritmo giusto, naturale.  Questa tecnica è, infatti, più sicura perché dimezza i tempi dell’intervento, la velocità procedurale è maggiore, un’ora contro 180 minuti, e comporta meno rischi come possibili complicazioni. L’energia fatta esplodere in una frazione di secondo, è così fulminea che il tessuto non ha neppure il tempo di scaldarsi, ma è anche così concentrata da riuscire a svuotare le cellule che prima innescavano il cortocircuito perforandone le membrane attraverso minuscoli pori, e questo senza che le aree circostanti, l’esofago, i nervi principali o le strutture vascolari, siano minimamente toccate.

Il reparto di cardiologia del San Bortolo

«Tutte le procedure di ablazione cardiaca usate finora - spiega il primario Caprioglio - creano una lesione termica, e nonostante i miglioramenti apportati, possono comunque comportare potenziali danni alle strutture vicine». Ora, dunque, il futuro. «Il vantaggio è la rapidità - aggiunge - . L’unico svantaggio, se così si può chiamare, è che questa metodica richiede l’anestesia, ma il collega Danzi è stato pronto ad affiancarci. Non ci sono ancora dati sulla sua maggiore efficacia visto che è stata introdotta da poco, ma certamente è più selettiva e rapida, e rispetto a prima nello stesso arco di tempo si può trattare un maggior numero di pazienti».

L'ospedale di Vicenza all'avanguardia

Progressi concreti, quindi, come conferma il dottor Rossillo: «Si annulla del tutto l’eventualità di complicanze che con le altre tecniche sono possibili. I risultati a lungo termine in questo momento ancora non si possono conoscere, ma sono fiducioso». Una scommessa che si potrà vincere, e Vicenza, già ora, si pone all’avanguardia. 

 

Franco Pepe