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10.10.2019

A passo d'uomo al lavoro
L'odissea dei pendolari

VICENZA. Caffè e pazienza, la colazione dei pendolari. Raggiungere la città negli orari di maggior traffico può trasformarsi infatti in una prova di tenuta, soprattutto per gli automobilisti più nervosi. Al netto di cantieri, incidenti o meteo avverso, varcare la porta del capoluogo per chi arriva dall'Altovicentino significa procedere in alcuni momenti a passo d'uomo. Orologio alla mano, ci si può impiegare anche mezz'ora per percorrere otto chilometri. Provare per credere: basta prendere una mattina di un qualsiasi giorno di lavoro e mettersi al volante, direzione Vicenza. Escludendo l'autostrada, la soluzione più immediata è strada Pasubio, che in certi tratti si trasforma così in un grande serpentone, come ben sanno le centinaia di automobilisti che ogni giorno solcano quell'arteria. La prova su strada di ieri ha confermato la criticità di questo collegamento dove si riversano auto, motorini, furgoncini e anche camion diretti verso il capoluogo. Mezzi che nel tardo pomeriggio si rimettono in coda, in direzione opposta. Partendo alle 8 dalla nuova rotatoria del Botteghino per arrivare in viale Trento - per una distanza di circa sei chilometri - sono stati necessari 32 minuti, quasi 40 per la stazione dei treni. Passato il nuovo rondò, in alcuni tratti si procede anche ad una media di otto chilometri orari.

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