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17.09.2015

Vola per 120 metri, ragazza muore sulla Sisilla

Un'immagina della Sisilla
Un'immagina della Sisilla

RECOARO. Doveva essere una gita rilassante in montagna, per godersi una delle ultime giornate di sole di fine estate. Invece, l'escursione si è trasformata in tragedia. Francesca Vedovato è morta ieri alle 13 scivolando per 120 metri, dalla sommità del coston della Sisilla sotto gli occhi del fidanzato Marco Palma. Aveva 25 anni e abitava a Villanova di Camposampiero, in via B. Marcello 9. Aveva scelto le Piccole Dolomiti e la compagnia di Marco, 26 anni, residente a Padova in via Brianza, per ammirare le sue vette.

 

I due erano saliti sulla Sisilla, una parete alta 120 metri, la cui cima è raggiungibile con attenzione lungo un sentiero che termina con un tratto attrezzato, dove si trova una statua della Madonna circondata da corde di protezione. La coppia si era poi spostata su uno spuntone di roccia lì vicino e, al momento di percorrere a ritroso i 2-3 scalini di roccia, la ragazza è scivolata rotolando per alcuni metri e precipitando nel vuoto fino alla base. I due erano ben attrezzati e indossavano il caschetto. E questo nonostante non fossero saliti lungo la parete, ma si fossero avventurati sul versante in cui la salita è poco più di una passeggiata. Stando ai primi accertamenti, pare che la bellezza del panorama li abbia spinti a oltrepassare le corde che delimitano la zona ed a raggiungere uno spuntone di roccia. Pochi passi, per sedersi e ammirare l'ambiente naturale. Poi la decisione di rientrare ed è stato a quel punto che Francesca è scivolata nel ghiaione e non c'è stato niente da fare.

 

Sotto choc il fidanzato che ha visto cadere nel vuoto la sua amata senza poter fare nulla. Lui, qualche passo più avanti, non è riuscito ad afferrarla e Francesca è volata nel vuoto. Immediatamente ha allertato i soccorsi telefonando al 118 del Suem. È intervenuto per primo l'elicottero di Verona emergenza ma il medico, sceso nelle vicinanze, ha purtroppo potuto constatare che ormai non c'era più niente da fare per l'escursionista. Nel frattempo erano sopraggiunti gli uomini del Soccorso alpino e speleologico di Valdagno-Recoaro con il capostazione Paolo Dani. A quel punto, la salma è stata trasportata su una barella dai soccorritori per circa 300 metri fino al passo, per essere quindi affidata al carro funebre.

 

Una volta sceso a piedi dalla Sisilla, il fidanzato ha seguito le operazioni dei soccorritori non separandosi mai dall'amata Francesca. Nella zona del rifugio di Campogrosso sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Recoaro del luogotenente Camillo Renzetti. L'alta parete panoramica nel Gruppo del Sengio Alto, poco distante dal rifugio Campogrosso, è molto frequentata perché consente anche a chi non è un esperto di godere di uno splendida vista. Anche Francesca e Marco avevano optato per questa soluzione, ma un destino crudele ha infranto ogni sogno d'amore.

Luigi Cristina
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