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02.07.2019

Stupro di gruppo niente carcere per i tre indagati

La ragazzina sarebbe stata stuprata nell’ottobre scorso
La ragazzina sarebbe stata stuprata nell’ottobre scorso

Il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso presentato dal pubblico ministero Cristina Carunchio e confermato gli arresti domiciliari per i tre indagati accusati di stupro di gruppo nei confronti di una ragazza, all’epoca dei fatti (era l’ottobre dell’anno scorso), di 15 anni. Il sostituto procuratore aveva chiesto, come per altro già fatto inizialmente, che Elisa Faggion, 31 anni, di Trissino, amica della ragazzina; e i due cittadini marocchini Zahir Es Sadouki, 28 anni, e Nadir El Fettach di 27, andassero in carcere appellando l’ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari, Massimo Gerace, aveva invece disposto gli arresti domiciliari. Il caso è stato discusso difronte al Riesame venerdì scorso. E ieri, al termine della camera di consiglio, è arrivata la decisione che ha confermato la validità della misura cautelare decisa dal gip rigettando il ricorso del pubblico ministero. In base a quanto ricostruito dalla procura e dai militari dell’Arma, l’adolescente, assistita dall’avvocato Sonia Melissa Negro, sarebbe stata abusata più volte nel corso del fine settimana compreso tra venerdì 26 e domenica 28 ottobre 2018. Abusi che sarebbero stati preceduti da massicce assunzioni di sostanze stupefacenti: hashish e cocaina. La seconda a quanto pare utilizzata prima dello stupro di gruppo che sarebbe avvenuto la notte tra sabato e domenica. Sul fatto che tutto fosse stato organizzato dal terzetto, procura e militari dell’Arma avrebbero ben pochi dubbi. La quindicenne, stando al suo racconto, avrebbe anche cercato di opporsi, sia all’assunzione della sostanza stupefacente, sia alla violenza, ma ogni tentativo sarebbe stato vano. Sicuramente si aspettava, specialmente dopo la prima sera, che l’amica intervenisse in suo soccorso. Che la difendesse come già aveva fatto un’altra volta in passato. Invece Elisa, se le accuse verranno confermate, non solo non l’avrebbe aiutata, ma, anzi, l’avrebbe trascinata sino in fondo a quel vortice di perversa violenza ripetuta per due notti. Quel fine settimana nella villa della Faggion, per la quindicenne, avrebbe dovuto rappresentare un altro momento di divertimento pulito e tranquillità. Invece proprio da quella “sorella” sarebbe arrivato il tradimento più grande. Più inatteso. Più doloroso e inaspettato. Sulla vicenda, una volta divenuta pubblica, erano intervenuti anche i genitori della presunta vittima che in un’intervista rilasciata al nostro giornale avevano ripetuto come si sentissero anche loro profondamente traditi dal comportamento di Elisa Faggio. «Se solo avessimo avuto anche solo il minimo sospetto che Elisa potesse organizzare uscite con ragazzi avrei immediatamente chiuso ogni rapporto con quella donna proibendole di rivederla», avevano più volte ripetuto i genitori dell’adolescente. «Quando nostra figlia era con Elisa la vedevamo felice - avevano raccontato - ma adesso viviamo un incubo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Bernardini
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