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27.09.2019

La minorenne conferma «Drogata e violentata»

Zahir Es Sadouki mentre veniva portato in tribunale.  ARCHIVIOElisa FaggionNadir El Fettach
Zahir Es Sadouki mentre veniva portato in tribunale. ARCHIVIOElisa FaggionNadir El Fettach

Una testimonianza drammatica. Davanti al gip Massimo Gerace, al pm Cristina Carunchio e al suo legale, oltre a quelli della difesa, ieri mattina, nel corso dell’incidente probatorio, la minorenne che aveva accusato la sua migliore amica e due suoi amici di averla drogata e stuprata, tanto da essere arrestati, ha confermato la versione dei fatti che aveva già riferito in fase di audizione protetta. L’adolescente, assistita dall’avvocato Sonia Melissa Negro, sarebbe stata abusata più volte nel corso del fine settimana compreso tra venerdì 26 e domenica 28 ottobre 2018. Abusi che sarebbero stati preceduti da massicce assunzioni di sostanze stupefacenti: hashish e cocaina. La seconda a quanto pare utilizzata prima dello stupro di gruppo che sarebbe avvenuto la notte tra sabato e domenica. Per questi fatti si trovano attualmente agli arresti domiciliari Elisa Faggion, 31 anni, di Trissino, amica della ragazzina; e i due cittadini marocchini Zahir Es Sadouki, 28 anni, e Nadir El Fettach di 27. La sedicenne (che all’epoca dei fatti di anni ne aveva 15) ieri ha ribadito il racconto già reso nei mei scorsi. Non sarebbe mai caduta in contraddizione e avrebbe risposto alle domande del gip e a quelle del suo perito in maniera sempre coerente e puntuale. Secondo procura e militari dell’Arma, che hanno svolto le indagini sul caso, il week end a base di sesso e droga con la minorenne sarebbe stato organizzato nei dettagli dal terzetto. La ragazzina, stando al suo racconto, avrebbe anche cercato di opporsi, sia all’assunzione della sostanza stupefacente, sia alla violenza, ma ogni tentativo sarebbe stato vano. Sicuramente si aspettava, specialmente dopo la prima sera, che l’amica intervenisse in suo soccorso. Che la difendesse come già aveva fatto un’altra volta in passato. Invece Elisa, difesa dall’avvocato Paolo Mele junior, se le accuse verranno confermate, non solo non l’avrebbe aiutata; anzi, l’avrebbe trascinata sino in fondo a quel vortice di perversa violenza ripetuta per due notti. Quel fine settimana nella villa della Faggion, a Trissino, per la quindicenne, avrebbe dovuto rappresentare un altro momento di divertimento pulito e tranquillità. Invece proprio da quella “sorella” sarebbe arrivato il tradimento più grande. Più inatteso. Sulla vicenda, una volta divenuta pubblica, erano intervenuti anche i genitori della presunta vittima che in un’intervista rilasciata al nostro giornale avevano ripetuto come si sentissero anche loro profondamente traditi dal comportamento di Elisa Faggion: «Se solo avessimo avuto il minimo sospetto, nostra figlia non sarebbe mai andata a casa sua». Per i tre indagati il sostituto procuratore Carunchio aveva chiesto il carcere, ma a luglio il pronunciamento del tribunale del Riesame aveva respinto l’istanza della procura disponendo gli arresti domiciliari sia per la Faggion, sia per i due marocchini Nadir El Fettach e Zahir Es Sadouki assistiti dagli avvocati Enrico Maria Fiori e Simone Bergamini. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Bernardini
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