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04.05.2019

Drogata e stuprata
La 15enne attirata
nella villa dell'amica

Tre gli arrestati per la violenza di gruppo su una 15enne
Tre gli arrestati per la violenza di gruppo su una 15enne

TRISSINO. La Procura di Vicenza aveva chiesto la misura della detenzione in carcere per le tre persone -  una 31enne italiana residente a Trissino e due marocchini di 27 e 28 anni, di Arzignano e San Bonifacio, regolarmente impiegati in imprese del territorio - finite ieri ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una minorenne. Una ragazzina che quando sarebbe avvenuto il fatto aveva ancora 15 anni. La giovane, che da poco ne ha compiuti 16, nata in Italia ma originaria dell’Est Europa, era amica della 31enne arrestata dai carabinieri. La violenza sarebbe scattata nella sera, e poi proseguita la notte, tra venerdì 26 e sabato 27 ottobre quando la minorenne si trovava nella casa della donna come ospite per il fine settimana.

 

Il legame di amicizia tra le due era nato qualche mese prima dopo un incontro avvenuto in maniera casuale. Una frequentazione che nonostante la differenza d'età era poi proseguita anche con il benestare dei genitori della ragazzina che della 31enne ormai si fidavano quasi ciecamente tanto da consentire alla figlia di trascorrere un paio di giorni nella villa di Trissino dell'amica più grande. 

 

«Mi hanno drogata e violentata. È stata una cosa terribile», ha raccontato la ragazzina. Parole a cui ha aggiunto, con dovizia di particolari, anche la descrizione dei luoghi e delle persone che l'avrebbero abusata. Ripetutamente in quel fine settimana da incubo vissuto nella villa di quella che più che un'amica considerava ormai come una sorella maggiore.

 

Per gli investigatori, la vittima è stata costretta sotto costrizione psichica e fisica ad assumere hashish e cocaina prima della violenza ripetuta. I fatti sono avvenuti alla fine dello scorso ottobre e la denuncia è stata formalizzata dai genitori della ragazza nella prima decade di novembre, dopo che quest’ultima si era confidata con loro. Non ci sono filmati a testimoniare la violenza, ma i carabinieri sono risaliti a chat e conversazioni in cui i tre arrestati punterebbero a far ricadere sull’adolescente la responsabilità dell’accaduto, sostenendo di non aver capito che si trattava di una minore. 

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