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08.07.2019

Studentessa di 23 anni trovata morta in strada

L’area del palazzetto dello sport intitolato a Gino Soldà in cui Giulia è stata trovata senza vita.  ARCHIVIOIndagini in corso dei carabinieri della Compagnia di Valdagno
L’area del palazzetto dello sport intitolato a Gino Soldà in cui Giulia è stata trovata senza vita. ARCHIVIOIndagini in corso dei carabinieri della Compagnia di Valdagno

L’hanno trovata sabato mattina riversa a terra senza vita in via dello Sport, dietro il palazzetto dello sport intitolato a Gino Soldà. Non si sa cosa abbia ucciso Giulia Pranovi, studentessa valdagnese di 23 anni, stroncata da un arresto cardiocircolatorio. Il sostituto procuratore Gianni Pipeschi ha aperto un fascicolo d’inchiesta su cui stanno lavorando senza sosta i carabinieri della Compagnia di Valdagno del maggiore Mauro Maronese e del tenente Leonardo Mirto. Nei prossimi giorni, l’autopsia disposta sul corpo della giovane farà luce sul dramma che presenta molti aspetti da chiarire. L’ALLARME. Sono stati alcuni passanti, attorno alle 10 di sabato mattina, a chiamare i soccorsi: «Aiuto, c’è una ragazza a terra, fate qualcosa». Immediato l’arrivo dei carabinieri di Valdagno e di un’equipe medica dal pronto soccorso dell’ospedale “San Lorenzo” che dista solo poche centinaia di metri da lì. Per oltre un’ora sono andati avanti i tentativi, disperati, di rianimare la giovane ma i medici, dopo aver profuso il massimo sforzo per dare nuovo impulso ai parametri vitali, non hanno potuto fare altro se non constatare il decesso della ragazza. Da quel momento, è scattata l’azione dei carabinieri e del magistrato che potranno chiarire tutti i dettagli di questa, che è una vera e propria tragedia. LE DOMANDE. Sono infatti tanti i quesiti che questa morte improvvisa e inspiegabile nasconde: come ci è finita la giovane Giulia dietro il “Palasoldà”? Dove aveva trascorso la serata di venerdì? E con chi? Come ha passato le ultime ore di vita? I dubbi vanno quindi oltre le cause della morte e spaziano al contesto in cui è avvenuta. Giulia, in ogni caso, avrebbe potuto soffrire di un’anomalia cardiaca mai riscontrata che potrebbe esserle stata fatale o potrebbe aver assunto alcuni farmaci che potrebbero aver reagito con l’assunzione di alcolici. Per il momento, le indagini degli inquirenti spaziano a 360 gradi e non escludono alcuna pista. Da quanto trapela, il lavoro si sta concentrando sulla visione e sulla minuziosa analisi dei filmati delle tante videocamere di sorveglianza sparse sul territorio e l’ascolto di alcune testimonianze che potrebbero aprire spiragli di luce. Pare che negli ultimi due anni la ragazza stesse vivendo una situazione famigliare delicata da cui sembrava essere brillantemente uscita. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
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