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11.08.2019

Sgominata la baby gang dei bulletti

Quattro i ragazzi denunciati dai carabinieri per le loro scorribande nella Valle dell’Agno. ARCHIVIOA un pensionato era stata semidistrutta l’auto. ARCHIVIO
Quattro i ragazzi denunciati dai carabinieri per le loro scorribande nella Valle dell’Agno. ARCHIVIOA un pensionato era stata semidistrutta l’auto. ARCHIVIO

Si erano dati il nome di “Sweed Gang” perché nel lessico giovanile “sweed” è il nomignolo che viene dato alla marijuana, droga trovata dai carabinieri ad almeno uno dei componenti della baby gang che gli uomini dell’Arma di Recoaro hanno sgominato denunciando quattro ragazzi (solo uno di loro è divenuto maggiorenne qualche giorno fa) che nei mesi scorsi hanno terrorizzato molti loro coetanei e non solo, visto che in un caso avevano preso di mira pure un pensionato al quale avevano danneggiato pesantemente l’auto. L’uomo, per inciso, era finito nel mirino dei ragazzini perché aveva detto loro di smetterla di importunare e di giocare a fare i bulletti di periferia. Ora i quattro (N.C., studente appena diciottenne; G.C., 17 anni, il capetto, disoccupato e già conosciuto dalle forze dell’ordine; S.S, 15 anni, pure lui in attesa di trovare un lavoro e N.P., 17 anni, studente) sono tutti finiti nei guai. E piuttosto seri visto che sono stati (in tre) denunciati alla procura dei Minori di Venezia e il 18enne a quella di Vicenza, dovendo rispondere, a vario titolo, dei reati di ricettazione, riciclaggio, resistenza a pubblico ufficiale, furto, danneggiamento, e spaccio. Insomma, la maniera migliore per fare il loro ingresso in società. I quattro, a cui di volta in volta si aggiungevano o toglievano alcuni coetanei, imperversavano, credendosi evidentemente intoccabili, tra le zone di Recoaro, Valdagno e Cornedo. I RAID. Nel mirino della baby gang erano finiti soprattutto diversi coetanei. A qualcuno i quattro denunciati avevano pure rubato il motorino. Furti, sempre di ciclomotori, che erano divenuti piuttosto frequenti tanto che i carabinieri, nel corso delle perquisizioni a casa degli indagati hanno trovato scooter e diversi pezzi di motorini che poi venivano rivenduti. Nella zona in cui imperversavano i bulletti avevano cominciato a farsi una reputazione e adesso i carabinieri sperano che, dopo avere sgominato il piccolo sodalizio criminale, chi ha subito qualche angheria o furto possa uscire allo scoperto senza paura e denunciare. I DANNEGGIAMENTI. La specialità dei quattro, però, non erano solo i furti (per lo più di motorini) ma anche i danneggiamenti. Sfregi per esempio ai finestrini degli autobus di Svt oppure alle panchine pubbliche. Infine l’episodio forse più grave, ovvero quello in cui è finita nel mirino l’auto di un pensionato alla quale i quattro, nel corso di una scorribanda notturna, hanno prima mandato in frantumi un finestrino e poi distrutto (tagliandoli) i sedili. FILMATI E FOTO. Delle “prodezze” del gruppetto i carabinieri hanno trovato ampie testimonianze nei loro telefoni cellulari; dispositivi finiti sotto sequestro. Oltre al video della scorribanda contro l’utilitaria del pensionato, ci sono anche le foto delle scritte fatte sugli autobus nonché il frutto dei blitz alle panchine dei parchi. Danneggiamenti i cui danni, che potranno essere vantati da Svt e dai Comuni bersagliati, adesso, dovranno essere saldati dai genitori dei quattro giovani denunciati. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Bernardini
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