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16.05.2019

Sepolto dalla valanga, è ancora grave

Una fase dell’intervento attuato dal Soccorso alpino sul Carega
Una fase dell’intervento attuato dal Soccorso alpino sul Carega

Resta grave ma stabile il quadro clinico di Roberto Berlato, lo sciatore alpinista che martedì mattina è stato travolto da una valanga di neve al Prà degli Angeli sul gruppo del Carega. È ancora sedato e deve riprendere conoscenza. Si trova nel reparto di rianimazione del Santa Chiara di Trento dove è giunto trasportato in elicottero. La moglie Mirca Massignani e le due figlie hanno trascorso la notte e la giornata di ieri nel nosocomio trentino. Berlato abita a Novale ma gestisce un negozio di colori e vernici, il “Color 2”, in via Beccaria a Valdagno. Grande amante della montagna, è solito compiere escursioni sia durante la stagione invernale, praticando sci da alpinismo, che in estate lungo i sentieri delle Piccole Dolomiti. Fa parte del consiglio direttivo del Cai di Valdagno ed è istruttore di mountain bike. Insomma «un esperto della montagna, che ha sempre affrontato con la dovuta prudenza e le attrezzature necessarie al tipo di uscita - ha riferito ieri un parente -. Anche martedì aveva con sé zaino, caschetto, sonda e Arva», l'apparecchio ricerca in valanga necessario sia per individuare chi resta sommerso dalla neve, sia per chi è impegnato nelle ricerche visto che funziona in modalità ricezione e in trasmissione. Berlato martedì era da solo, come confermato dai famigliari. Doveva essere un'escursione da mezza giornata o poco più, in una meta tipica per la stagione e che non presenta particolari difficoltà per gli appassionati della disciplina sportiva. Invece una valanga ha sorpreso il 61enne nella zona del Prà degli Angeli, in territorio trentino, vicino alla bocchetta dei Fondi, ai piedi dell'Obante e delle guglie del Fumante. Molto probabilmente, in riferimento anche all'orario in cui è avvenuto l'incidente, Berlato aveva iniziato la fase di rientro. La modalità con cui s'è verificata la valanga, con un fronte di un centinaio di metri per 400 di estensione, non fa ritenere che il distacco sia stato dovuto al passaggio dello sciatore, ma sia avvenuto a monte. Ipotesi rafforzata anche dalla zona del corpo in cui l'uomo ha riportato traumi, cioè torace e testa, tipici di chi non è stato inghiottito dalla slavina ma travolto mentre questa si scarica a valle. Insomma è stato bravo, o fortunato, a rimanere a galla e a non essere sommerso dalla massa di neve che lo ha investito. L’allarme è stato lanciato da uno degli sciatori alpinisti che si trovavano in zona dopo aver visto da lontano il distacco della valanga. Tre elicotteri hanno effettuato numerose rotazioni per portare in quota il personale del Soccorso alpino di diverse aree operative del Trentino e ben sei unità cinofile, per un totale di più di 70 operatori coinvolti nella ricerca. In supporto ai soccorritori trentini sono intervenuti anche quelli del Soccorso alpino del Veneto, con volontari giunti dalle stazioni di Recoaro-Valdagno, Arsiero, Schio, Asiago, Padova e Verona e i vigili del fuoco. In un primo momento sembra che fossero due gli sciatori da ritrovare, tanto che le ricerche sono proseguite anche con sonde manuali e con i cani. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giorgio Zordan
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