Cornedo

Sasha in fuga dalle bombe russe. Adesso "fischia" in campo per l’integrazione

Team Aia di supporto a Sasha con Zappi, Dalla Vecchia e Pedroni . (Foto A.C.)
Team Aia di supporto a Sasha con Zappi, Dalla Vecchia e Pedroni . (Foto A.C.)
Team Aia di supporto a Sasha con Zappi, Dalla Vecchia e Pedroni . (Foto A.C.)
Team Aia di supporto a Sasha con Zappi, Dalla Vecchia e Pedroni . (Foto A.C.)

Il 24 febbraio 2022 alle 4 del mattino piovono le prime bombe sulla città di Charkiv nel Donbass in Ucraina e due giorni dopo con la sua auto carica di provviste, scappa con la mamma dall’inferno della guerra e dopo 2.500 chilometri arriva in Italia, a Cornedo, dove è accolto in un appartamento, messo a disposizione da Paola Bertocchi, consigliere comunale. Un sollievo, lontano dalla guerra, dopo un ponte umanitario di accoglienza costituito da amici di Bassano e di Padova.

 

Sasha con la mamma Natalia e la consigliera Bertocchi
Sasha con la mamma Natalia e la consigliera Bertocchi

 

Il dramma e la “rinascita”. E a contribuire alla “rinascita” di Sasha, 18 anni compiuti poco dopo essere arrivato nel nostro Paese, per cercare di tornare a una nuova vita lontano dal dramma del conflitto e dalle atrocità causate dall’invasione dell’esercito russo, c’ è anche l’Associazione italiana arbitri. Una “famiglia”, quella dei fischietti italiani, in particolare della sezione “Aldo Frezza” di Schio, che l’ha accolto a braccia aperte. Lui, arbitro nelle giovanili nazionali in Ucraina non si è dato pace fino a quando non è riuscito a sapere dove si sarebbe potuto allenare e dove avrebbe potuto continuare gli studi universitari, lontano da quella sua terra «tanto amata ma che ora gli provoca tanto dolore». La mamma Natalia, seduta al suo fianco sul divano della casa di Cornedo, racconta che nel Donbass gestiva un’agenzia di viaggi che, a causa delle bombe, «è andata completamente distrutta». Ma anche lei si fa forza dimostrando un coraggio fuori dal comune. Lo stesso coraggio che il figlio Sasha ha dimostrato alla guida della sua Nissan, quando è andato a prendela assieme al suocero Oleksander per fuggire da quell’inferno e trovare una nuova vita in Italia. 

L’arbitro. Arrivato nel Vicentino, grazie al l’interessamento di alcuni i dirigenti calcistici di Valdagno e di Schio, è stato messo in contatto con la sezione Aia di Schio i cui associati, dopo aver conosciuto la sua storia, l’hanno accolto come uno di loro al punto che anche l’arbitro internazionale Daniele Orsato si è subito dato da fare per seguirlo da vicino, mentre il presidente sezionale Michele Dalla Vecchia si è interessato per il suo tesseramento tanto che domenica scorsa Sasha, arbitro ucraino, ha debuttato anche lui in campo “internazionale” dirigendo la partita Under 17 Dueville-Bertesina (per la cronaca finita 4-3 per i locali). 

 

Il debutto “internazionale” nel match Under 17 Dueville-Bertesina. A.C.
Il debutto “internazionale” nel match Under 17 Dueville-Bertesina. A.C.

 

L’accoglienza. Una grande accoglienza quella che gli è stata riservata sia da parte dei giocatori che dei dirigenti delle due società giovanili. «Ero più emozionato il giorno prima della gara - racconta Sasha in perfetto inglese -. Poi, una volta indossata la divisa arbitrale, sono entrato in campo deciso a dirigere la gara nel migliore dei modi, come del resto ero abituato sui campi di gioco dell’Ucraina. Ho trovato un ambiente accogliente, che, anche se non mi ha fatto dimenticare le paure e gli orrori della guerra, mi ha commosso e, soprattutto, mi ha rasserenato. Spero di imparare quanto prima l’italiano: mi sono già iscritto ai corsi a Thiene, che frequento con mia mamma. E mi sono iscritto all’Università di Padova per continuare il corso di informatica di cyber security, che avevo intrapreso a Charkiv, dove abitavo prima dello scoppio della guerra. Sono contento per l’affetto ricevuto e mi auguro di continuare ad arbitrare con gli amici italiani». «Per adesso - ha detto Paola Bertocchi, che nutre un grande senso dell’accoglienza, dettato da 20 anni di immigrazione in Belgio - mi auguro che la famiglia ucraina si trovi a suo agio e che, quanto prima, possano tornare pace e la serenità».

La sezione. Un augurio condiviso anche dal presidente della sezione arbitri dell’Aia “Aldo Frezza” di Schio, Michele Dalla Vecchia: «Dove posso andare ad allenarmi? È ciò che continuava a chiedere, un modo per cercare serenità e, al tempo stesso, per trovare quella “pace” di cui in questo momento c’è tanto bisogno. Per questo motivo gli abbiamo dato una possibilità di “rinascita” dal punto di vista umano. Sasha è un giovane dalle grandi dote umani e arbitrali, in Ucraina dirigeva gare degli Juniores nazionali. Con la segreteria centrale dell’Aia c’è stata la possibilità di fargli ottenere il tesseramento. Siamo stati contenti di averlo aiutato a dargli un’opportunità per affrontare questa nuova esperienza in Italia. Un’esperienza di alto valore morale e che può consentire a un giovane come Sasha di continuare a trovare nello sport e nello studio universitario quella tranquillità di cui ha sicuramente bisogno. Lui, giovane e di grande speranze, ora in Italia lontano dalla sua terra. Ma qui può contare su una “famiglia”».

 

Aristide Cariolato