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17.05.2019

Sanità, centro e frazioni La partita a quattro tra urbanistica e servizi

Da sinistra Alessandro Burtini, Giancarlo Acerbi, Giuseppe Ciambrone e Francesca Vitetta.  FOTO  CISCATO
Da sinistra Alessandro Burtini, Giancarlo Acerbi, Giuseppe Ciambrone e Francesca Vitetta. FOTO CISCATO

Servizi agli anziani, sanità, centro storico, frazioni. Le sfide sul tavolo dei quattro candidati sindaco di Valdagno accendono il dibattito, tra schermaglie e convergenze. L’indice di vecchiaia in città è tra i più alti del Veneto. Quali politiche potranno dare una risposta al pianeta-anziani? ALESSANDRO BURTINI (Centrodestra). La fascia over 70, oltre 5 mila residenti, ricomprende i non autosufficienti, gli autosufficienti soli e gli ospiti nelle strutture. In questi anni sono mancate risposte soprattutto in termini di spazi. Noi pensiamo ad un progetto di “anzianità attiva” che può farli tornare protagonisti sia in centro che nelle periferie, anche attingendo a risorse messe a disposizione dalla Regione per questo scopo. GIANCARLO ACERBI (Centrosinistra). Se parliamo di over 65 sono più di 7 mila e sono una ricchezza e non un problema a cui abbiamo dedicato investimenti importanti. La fascia autosufficiente può contare su un’università degli anziani tra le più attive con oltre 300 iscritti, sull’associazione lavoratori e pensionati “Marzotto” con un migliaio di soci impegnati con il Comune in città. Per il futuro miriamo ad un “progetto anziani”, un investimento di contenuti che non guardi solo agli spazi che, peraltro, non mancano nemmeno ora. GIUSEPPE CIAMBRONE (Valdagno in Movimento). Gli anziani sono una risorsa, ma il passaggio alla pensione può risultare traumatico. Il nostro compito è intervenire per mantenerli attivi. Mancano però spazi ricreativi e occorre investire di più, con particolare attenzione alle persone non autosufficienti e sole, facendo pressing sulla Regione per avere più fondi dedicati all’assistenza. FRANCESCA VITETTA (Nuova Valdagno). I numeri sono in crescita. Dobbiamo puntare su una struttura ospedaliera e una medicina del territorio specializzate, implementare la rete di supporto con servizi di accompagnamento e trasporto. Gli anziani possono essere mentori per i giovani che debbano imparare una professione. E va creato un servizio di informazione sui servizi a disposizione, che spesso non conoscono. La sanità ha conosciuto momenti di grande mobilitazione. Quali sono i servizi imprescindibili? VITETTA. Nel 2016 eravamo al fianco del sindaco nella difesa dell’ospedale. Oggi è necessario rafforzare la parte geriatrica e potenziare il pronto soccorso che dobbiamo far diventare la porta d’accesso dell’ospedale visto che non siamo dotati di tutti i reparti specialistici. Insomma un vero triage che deve funzionare da smistamento verso le altre strutture dell’Ulss. CIAMBRONE. L’ospedale è indispensabile e dobbiamo ripristinare i primariati che ci competono. Potenziare geriatria non deve far lasciare indietro il resto. Nel 2016 ero in prima linea per il San Lorenzo e dobbiamo continuare a tenere alta la guardia. Non si può ragionare di sanità in termini aziendali. In futuro ci batteremo perché non solo l’ospedale con le sue eccellenze venga mantenuto, ma anche implementato. ACERBI. Nel 2016 siamo stati tutti uniti per il punto nascite e il grande assente è stato Burtini. Abbiamo servizi di eccellenza per tutta la valle e le schede regionali sono appena sufficienti: hanno ripristinato un primariato a scapito di anestesia e hanno tolto posti letto. Il futuro è nel mantenimento dei servizi di base, in primis del personale. A nome di tutti i candidati posso dire che chiederemo il primariato di ortopedia. BURTINI. È essenziale un collegamento sovracomunale per completare la filiera che politicamente può essere un presidio a difesa dell’ospedale. Sono sempre stato attivo con rapporti diretti con la Regione: nel 2016 contro una legge del Pd che minava il punto nascite, nel 2017 quando l’attacco è partito dal ministero e ora con le schede ospedaliere. Occorre mantenere gli interventi di routine e far fronte alle emergenze con la dotazione delle ambulanze, con un pronto soccorso pienamente operativo e geriatria potenziata. Dopo l’accordo per l’ex parcheggio Marzotto e il protocollo d’intesa per la pista Lido, quali scenari per l’altra area privata, il Dam? CIAMBRONE. Il parcheggio Marzotto ha fatto guadagnare uno spazio importante. Stiamo parlando di aree private e ogni ragionamento dovrà analizzare costi e benefici. Se non ci fossero margini di trattativa, non si potranno comunque lasciare al degrado aree importanti anche se private. ACERBI. Per il parcheggio Marzotto il nostro comportamento è stato lineare e ha portato la proprietà a rispettare gli accordi iniziali. Per il Dam va considerato il bilanciamento prezzo-utilità. È un’area importante che necessita di pensare a destinazioni d’uso adeguate. La trattativa c’è, ma richiede valutazioni economiche. BURTINI. Il parcheggio Marzotto ha dato ossigeno vista la carenza di posteggi dopo la revisione del centro storico, ma la forzatura per ottenere soddisfazione sulla proprietà ha portato al deterioramento dei rapporti. Per la pista Lido serve coraggio, per mantenere la vocazione dell’area a servizio pubblico e impianti sportivi. VITETTA. Il parcheggio Marzotto è uno spazio importante con possibilità di posteggiare senza oneri per i cittadini. Il mio sogno è riqualificare tutta la Città dell’Armonia con un concorso partecipato che possa anche creare spazi per gli anziani e le associazioni. Penso a una riqualificazione completa, comprese le serre in Favorita. Quali sono i progetti per il centro storico e le frazioni? ACERBI. Il Piano degli interventi da noi voluto ha creato opportunità di ristrutturazioni per il centro e aperto a piccole attività artigianali e produttive in contrada. Per il cuore cittadino stiamo lavorando a un regolamento con operatori economici e residenti per dare risposte alle diverse esigenze di chi lo vive durante le serate e di chi ci abita. Per le periferie l’attenzione deve essere puntata sulla mobilità: stiamo elaborando un piano per la viabilità e i parcheggi. E poi sulla valorizzazione del patrimonio ambientale sulla creazione di eventi ad hoc, in chiave turistica. BURTINI. In centro i finanziamenti regionali non sono stati investiti bene: dalla pavimentazione pericolosa a piazza Dante insicura, con meno posti auto. È necessario rivitalizzarlo, eliminando i vincoli urbanistici che spesso impediscono il recupero del patrimonio edilizio e ripensando alla fiscalità per le attività. Per le periferie è opportuno agire sulla viabilità anche in termini di trasporto, dare risposte urbanistiche che semplifichino la burocrazia e stimolare la nascita di ricettività turistica. VITETTA. Occorrono innovazioni per stimolare gli acquisti a chilometro zero. Concordo sulla pericolosità della pavimentazione e sulla necessità di rivedere la viabilità in piazza Dante. È necessario avviare un ragionamento per conciliare le esigenze dei residenti del cuore pulsante della città e dei giovani che a volte abusano dei bar portando ad una difficile convivenza. Per le periferie basta mettere a regime l’esistente: potenziare il trasporto e i parcheggi, investire sui percorsi naturalistici, affiancare i giovani che vogliono investire su attività agricole. Noi vorremmo creare un comitato per coinvolgere i residenti. CIAMBRONE. Il mio è stato l’unico voto contrario al progetto di piazza Dante: un ibrido pericoloso per pedoni e automobilisti. Anche per la pavimentazione occorre prendere provvedimenti risolutivi. Si deve agire sulla fiscalità per chi investe in attività e premiare, ad esempio, chi rinuncia alle slot machine. Nelle contrade abbiamo un patrimonio immenso che deve diventare polo attrattivo attraverso una migliore viabilità, un servizio di trasporto più capillare e proposte culturali da esportare dal centro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Veronica Molinari
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