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23.10.2019

Terme, investitori ai blocchi di partenza

Uno scorcio del compendio termale di Recoaro, aperto quest’anno a metà giugno. ARCHIVIOClima di festa il giorno della riapertura, quasi insperata. ARCHIVIO
Uno scorcio del compendio termale di Recoaro, aperto quest’anno a metà giugno. ARCHIVIOClima di festa il giorno della riapertura, quasi insperata. ARCHIVIO

Il tempo stringe per la manifestazione di interesse della Regione sul compendio termale. La scadenza è fissata a fine mese e, nonostante la partecipazione non sia vincolante per il futuro bando, le società che nelle ultime stagioni hanno gestito le fonti intendono parteciparvi. La Terme di Recoaro spa, formata da 174 azionisti locali e che si è occupata delle fonti nell’estate 2017 e 2018, ha di recente ricostituito il Cda. Paola Borgo e Michelangelo Cornale hanno revocato le proprie dimissioni e in questo modo, grazie alla presenza di Tiziano Bonato, è stato possibile per cooptazione nominare Carmensita Cailotto e Ruggero Dal Pezzo che vanno a sostituire Stefano Talin e Giacomo Trattenero, usciti dalla società “per impegni lavorativi”. Nel frattempo è stato tolto il vincolo per il quale un azionista non poteva avere più del 10% delle quote: un invito a chi abbia la possibilità di investire. Il consigliere Bonato spiega la strategia della società: «Bisogna investire usando strumenti come il crowdfunding, raccolta di fondi attraverso piccoli contributi. Servirà un centro wellness e uno di estetica. Va implementata la cura della psoriasi mentre il bunker di Kesselring deve essere contestualizzato puntando sull’emotività del visitatore e coinvolgendolo con effetti speciali. La ristorazione dovrà essere ampliata. Si potrebbe creare una dependance del ristorante didattico dell’Artusi. D’inverno si potrebbe installare una pista per pattinaggio e un mercatino natalizio. Recoaro deve diventare una località con valenza termale a 360 gradi. Già in centro, nell’area verde delle poste, si può creare un percorso Kneipp camminando a piedi nudi sull’acqua». Per Bonato «Il Comune deve fare un marketing territoriale più incisivo e si potrebbe fare un concorso di street art in stile liberty sul tema dell’acqua per abbellire le facciate degli edifici in degrado. Mi aspetto la compartecipazione della Regione a fronte di un progetto valido». Il gestore dell’ultima stagione, l’imprenditore Giuseppe Fortuna, amministratore unico della società Risorse Vicentine srl, dopo una intensa estate, ammette: «È stata una stagione tutto sommato buona durante la quale abbiamo organizzato tanti eventi, le terme hanno portato coesione sociale e gioia di vivere». Va detto che, senza l’impegno last minute di Fortuna, il compendio sarebbe stato chiuso con evidenti ricadute negative sul termalismo recoarese e su tutto l’indotto. Fortuna è ottimista: «Stiamo dialogando con la Regione in modo costruttivo, forti di decine di cittadini che sono venuti a trovarci per esprimerci il loro gradimento». Confermata quindi la manifestazione di interesse: «Faremo una proposta che abbia una progettualità significativa, tenendo i piedi per terra e rispettando la comunità e il territorio. Vogliamo valorizzare e far funzionare al meglio l’esistente. Punto a inserire l’Artusi nella gestione dell’area della ristorazione. Mi auguro di ritrovare le terme perfette come le abbiamo lasciate e non nello stato di abbandono di quando ci sono state consegnate». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Cristina
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